Case Green, il MASE sulla direttiva UE: sarà Italia a decidere

Il Ministro Fratin ribadisce che la direttiva fornirà un orientamento generale e che i criteri per la riqualificazione verranno stabiliti dai singoli Stati membri

di Redazione tecnica - 23/01/2023
© Riproduzione riservata
Case Green, il MASE sulla direttiva UE: sarà Italia a decidere

“Sarà il governo italiano e nessun altro a decidere tempi e modi per rendere sostenibile il patrimonio immobiliare del nostro Paese”. Ad affermarlo è il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, intervenendo nel dibattito sulla proposta di direttiva Ue riguardante la prestazione energetica degli edifici.

Prestazione energetica edifici: le dichiarazioni del MASE

Ribadendo l’impossibilità di accettare un testo penalizzante per l’Italia, Pichetto sottolinea come il MASE abbia accettato solo l’orientamento generale della direttiva, mentre il piano nazionale di ristrutturazione prevederà una tabella di marcia con obiettivi stabiliti a livello interno, in previsione della neutralità climatica nel 2050 siglata dall’Italia.

Come spiega il Ministro, gli stati membri rimangono infatti  liberi di definire la traiettoria nazionale con cui conseguire l’obiettivo; di fatto non è previsto alcun obbligo di ristrutturazione degli edifici esistenti entro il 2030, anno a partire dal quale solo gli edifici residenziali di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero, mentre lo stesso obiettivo per quelli esistenti è il 2050.

Pichetto: non è previsto alcun obbligo di riqualificazione energetica

Non solo: non sono previsti obblighi nemmeno per i proprietari, perché il raggiungimento degli obiettivi è appannaggio degli Stati membri, motivo per cui alcuna limitazione può essere posta al mercato immobiliare in termini di vendita o locazione degli edifici in classe energetica inferiore.

Rassicurazioni anche sul fronte degli edifici storici, che rappresentano uno dei valori aggiunti del patrimonio immobiliare italiano: verranno infatti proposti e stabiliti criteri per esentare alcune categorie di immobili di valore architettonico o storico, tra i quali quelli di proprietà delle Forze Armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale, edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

Sostanzialmente si ribadisce l’elasticità nell’applicazione della direttiva, i cui parametri specifici saranno stabiliti da ciascuno degli Stati Membri. Non solo: anche il documento generale dovrà passare al vaglio della Commissione Energia ed essere adottata in plenaria, per cui sicuramente si troveranno dei compromessi nella sua definizione.

Sulla questione il Ministro ha concluso che il Governo farà di tutto per tutelare il patrimonio immobiliare del Paese di oggi e di domani, ricordando come l’Italia, in virtù delle caratteristiche architettoniche e storiche che presentano tante delle sue città, rappresenti un’eccellenza nel campo delle ristrutturazioni e dell'adeguamento ambientale degli edifici e con analagoa eccellenza saprà rispondere alle sfide poste dalla transizione energetica.