Legge di Bilancio 2023: il dossier ANCE sulle misure fiscali

Il focus approfondisce le misure fiscali di interesse generale, tra cui le novità sull'esenzione IMU, la rivalutazione delle aree edificabili, il Bonus Sud e gli Investimenti "Industria 4.0"

di Redazione tecnica - 19/01/2023
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Legge di Bilancio 2023: il dossier ANCE sulle misure fiscali

È stato pubblicato dalla Direzione Politiche Fiscali di ANCE un dossier sulla Legge di Bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197) in relazione alle Misure fiscali d’interesse generale.

Misure fiscali nella Legge di Bilancio 2023: il dossier ANCE

Il dossier contiene un approfondimento sulle seguenti tematiche:

  • Premi di produttività dei lavoratori dipendenti (art.1, co.63);
  • Novità in tema di IMU (art.1, co.81-82 e co.750 e 768);
    • Esenzione imu per immobili occupati (art.1, co.81-82);
    • Esenzione imu per fabbricati inagibili per eventi sismici (art.1, co.750 e 768);
  • Assegnazione agevolata dei beni ai soci (art.1, co. 100-105);
  • Rivalutazione delle aree dei privati (art. 1, co. 108-109);
  • Definizione agevolata dei debiti tributari e delle controversie pendenti (art.1, co.153-159, 166-252);
  • "bonus sud” (art.1, co.265);
  • Investimenti “industria 4.0” (art.1, co.423);

Premi di produttività dei lavoratori dipendenti

 

Ridotta dal 10% al 5% l’aliquota dell’imposta sostituiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, applicata sui premi di risultato legati ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione erogati nell’anno 2023 ai lavoratori dipendenti, in esecuzione dei contratti aziendali o territoriali di cui all'art.51 del D.Lgs. n. 81/2015.

Come specifica ANCE, l’imposta sostitutiva si applica su un ammontare massimo dei premi pari a 3.000 euro lordi e riguarda i lavoratori del settore privato, titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore, nell'anno precedente a quello di percezione delle somme, a 80.000 euro.

Esenzione IMU: tutte le novità nel 2023

La legge n. 197/2022 ha previsto l’esenzione dall’IMU per gli immobili inutilizzabili e indisponibili per i quali sia stata presentata denuncia all’Autorità giudiziaria per i reati di “violazione di domicilio” (art. 614, co.2, c.p.) e “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.), ovvero per gli immobili occupati abusivamente, qualora sia stata presentata denuncia o iniziata azione in sede giurisdizionale penale.

Il possesso dei requisiti di esenzione va comunicato telematicamente al Comune secondo le modalità stabilite con decreto del MEF che verrà emanato entro il 1° marzo 2023. Allo stesso modo, va comunicata la decadenza dall’esenzione. I comuni verranno ristorari tramite apposito fondo con risorse pari a 62 milioni di euro.

Prorogata l’esenzione per i fabbricati interessati dal sisma 2016 in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche e dal sisma 2012 in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. La disposizione si applica su fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, per i quali l’esenzione IMU, continuerà fino alla loro definitiva ricostruzione o agibilità e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2023.

Assegnazione agevolata dei beni ai soci

Le società di persone (Snc, Sas ad esclusione delle società semplici) e le società di capitali (Srl, Spa, Sapa) possono assegnare o cedere ai propri soci, entro il 30 settembre 2023, beni immobili non utilizzati nello svolgimento dell’attività (quindi diversi dagli immobili strumentali per destinazione) o beni mobili registrati, anch’essi non strumentali. L’assegnazione, o la cessione, dei beni è assoggettata ad un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP pari:

  • all’8% della differenza tra il “valore normale” dei beni e il loro costo fiscalmente riconosciuto;
  • al 10,5% della differenza tra il “valore normale” dei beni e il loro costo fiscalmente riconosciuto, per le società considerate “non operative” in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione o cessione.

L’imposta sostitutiva va versata per il 60% entro il 30 settembre 2023 e per la restante parte entro il 30 novembre 2023.

Rivalutazione delle aree dei privati

ANCE segnala che sono stati inoltre riaperti i  termini per effettuare la rivalutazione delle aree edificabili (o agricole) possedute da privati non esercenti attività commerciali, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef. La norma riguarda le aree edificabili o agricole possedute al 1° gennaio 2023 ed è condizionata alla redazione di una perizia giurata di stima, da effettuare entro il 15 novembre 2023, nonché al pagamento dell’imposta sostitutiva pari al 16% dell’intero valore rivalutato. L’imposta, in particolare, va versata entro il 15 novembre 2023 o, suddivisa sino ad un massimo di 3 rate annuali di pari importo da pagare, rispettivamente, entro il 15 novembre 2023, 15 novembre 2024 e 15 novembre 2025. Sulle rate successive vanno contestualmente versati gli interessi del 3% annuo.

Definizione agevolata dei debiti tributari e delle controversie pendenti

Tregua fiscale per la definizione agevolata dei debiti tributari derivanti da “avvisi bonari”, processi verbali di constatazione, avvisi di rettifica, di liquidazione e di recupero, etc., con possibilità di un “ravvedimento speciale” e delle controversie tributarie con l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio.

Nel documento vengono riportati alcuni schemi riepilogativi, con la specifica che l’eventuale mancato pagamento degli importi, anche rateizzati, risultanti dalle diverse tipologie di definizione agevolata comporta la decadenza dalle stesse.

Proroga del “Bonus Sud”

È stata inoltre disposta la proroga al 31 dicembre 2023 del cd “Bonus Sud”, consistente in un credito di imposta per investimenti (acquisto di beni strumentali nuovi, quali macchinari, impianti e attrezzature varie) destinati a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

Esso ammonta al 25% per le grandi imprese situate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e al 10% per le grandi imprese situate in alcuni comuni delle regioni Abruzzo e Molise. È prevista una maggiorazione massima del 20% per le piccole imprese calcolata sull’intensità dell’aiuto previsto per le grandi imprese e del 10% per le imprese di medie dimensioni

Proroga Investimenti “Industria 4.0” 

Infine, prorogato dal 30 giugno al 30 settembre 2023, il termine per acquistare i beni materiali strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016, con le più alte percentuali del credito d’imposta applicate nel 2022 corrispondenti a:

  • 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% per la quota superiore a 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
  • 10% per la quota eccedente i 10 milioni e fino al limite massimo di 20 milioni).

I beni devono essere stati prenotati entro il 31 dicembre 2022, con ordine accettato dal venditore e pagamento di un acconto per almeno il 20% del costo di acquisizione entro la stessa data.

Diversamente per il triennio 2023-2025 si confermano le seguenti riduzioni della misura del credito d’imposta:

  • beni materiali
    • 20% del costo d’acquisto fino a 2,5 milioni;
    • 10% per investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni;
    • 5% per investimenti compresi tra 10 e 20 milioni.
  • beni immateriali, sempre nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione:
    • 20% per il 2023;
    • 15% per il 2024;
    • 10% nel 2025.

Dal 2023, ANCE ricorda che l’agevolazione non è più applicabile all’acquisto di beni strumentali “ordinari”, senza contenuto tecnologico.

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