Ministero della Salute: Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Valle d’Aosta passano in «zona gialla»

Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Valle d’Aosta per un periodo di quindici giorni nella «zona gialla» che viene prorogata nella altre regioni già in «zona gialla»

di Redazione tecnica - 08/01/2022
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Ministero della Salute: Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Valle d’Aosta passano in «zona gialla»

Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 5 dell’8 Gennaio 2022 l’Ordinanza 7 Gennaio 2022 del Ministero della Salute recante “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Calabria”.

Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Valle d’Aosta in zona gialla

Con la citata Ordinanza nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Valle d’Aosta si applicano, per un periodo di quindici giorni e vengono prorogate per ulteriori 15 giorni nelle regioni Friuli Venezia Giulia e Calabria, salva nuova classificazione, le misure di cui alla c.d. «zona gialla», nei termini di cui all’art. 9-bis, comma 2-bis, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, e successive modificazioni; l’Ordinanza entrerà in vigore lunedì 10 gennaio 2022 e si applicherà, salvo proroghe, sino a lunedì 24 gennaio 2022.

L’Ordinanza relativa al passaggio delle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Valle d’Aosta dalla zona bianca alla zona gialla ed alla proroga per ulteriori 15 giorni nelle regioni Friuli Venezia Giulia e Calabria è stata determinata:

  • dal Report n. 86 della Cabina di Regia in cui è rilevato che: « Si osserva un drastico peggioramento dell’epidemia con una incidenza settimanale che a livello nazionale raggiunge i 1.700 casi per 100.000 abitanti. La velocità di trasmissione nella settimana di monitoraggio è ulteriormente aumentata nella maggior parte delle regioni Italiane. Per la prima volta si osservano segnali plurimi di allerta a livello regionale nelle attività di sorveglianza e indagine dei contatti che porta in numerose regioni il non raggiungimento della qualità minima dei dati sufficiente alla valutazione del rischio e la conseguente classificazione a rischio non valutabile che equivale a rischio alto. La maggior parte del Paese si colloca a Rischio Alto o a Rischio Moderato con alta probabilità di progressione a rischio Alto: 10 Regioni italiane sono classificate a rischio Alto (o equiparate a rischio Alto) di una epidemia non controllata e non gestibile e 6 Regioni/PA si collocano a rischio Moderato con alta probabilità di progressione a rischio Alto, nel caso fosse mantenuta l’attuale trasmissibilità. La aumentata pressione sui servizi ospedalieri osservata nell’ultima settimana, associata alle progressive evidenze che arrivano da altri Paesi Europei, rende necessario invertire rapidamente la tendenza per evitare condizioni di estremo sovraccarico dei servizi sanitari, già oggi fortemente impegnati. L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza pari ad oltre 20 volte la soglia dei 50 casi settimanali per 100.000 abitanti non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento che si conferma in continua e costante diminuzione. L’epidemia si trova in una fase delicata e, in assenza di misure di mitigazione significative, un ulteriore rapido aumento nel numero di casi e nelle ospedalizzazioni nelle prossime settimane è altamente probabile. Alla luce della elevata incidenza e della circolazione della variante Omicron di SARS-CoV-2, è necessario il rigoroso rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e riducendo le occasioni di contatto ed evitando in particolare situazioni di assembramento. Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto soprattutto clinico dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti..»;
  • dal documento sempre della Cabina di Regia recante «Indicatori decisionali come da decreto-legge del 18 maggio 2021, n. 65 art. 13», dal quale risulta, tra l’altro, che in data 6 gennaio 2022:
    • la Regione Abruzzo ha presentato:
      • un’incidenza dei contagi pari a 2.108,5 casi ogni 100.000 abitanti,
      • un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 18,7%,
      • un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 13,3%,
    • la Emilia Romagna ha presentato:
      • un’incidenza dei contagi pari a 2.153,0 casi ogni 100.000 abitanti,
      • un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 19,4%
      • un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 15,7%,
    • la Toscana ha presentato:
      • un’incidenza dei contagi pari a 2.680,0 casi ogni 100.000 abitanti,
      • un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 17,9% e
      • un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 17,2%,
    • la Valle d’Aosta ha presentato:
      • un’incidenza dei contagi pari a 2.255,9 casi ogni 100.000 abitanti,
      • un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 42,4% e
      • un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 15,2%,
    • il  Friuli Venezia Giulia ha presentato:
      • un’incidenza dei contagi pari a 1.517,70 casi ogni 100.000 abitanti,
      • un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 24,0% e
      • un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 17,1%,
    • la Calabria ha presentato:
      • un’incidenza dei contagi pari a 631,6 casi ogni 100.000 abitanti,
      • un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 33,7% e
      • un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 17,8%,

Le regioni e le P.A. in zona gialla

In definitiva sono, quindi, a tutt’oggi, in zona gialla tutte le regioni italiane con esclusione delle regioni Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna ed Umbria. in rifermento alle ordinanze di seguito indicate:

  • ordinanza 31 dicembre 2021 per le regioni Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Veneto e nelle Province autonome di Bolzano e di Trento con scadenza 17 gennaio 2022,
  • ordinanza 7 gennaio 2022 per le regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Calabria con scadenza 24 gennaio 2022.

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