Piano Nazionale Anticorruzione: approvato il PNA 2023-2025

Il Piano, predisposto da ANAC, attende l'approvazione definitiva entro dicembre. Previste novità sulla pubblicazione delle procedure e per i piccoli Comuni

di Redazione tecnica - 22/11/2022
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Piano Nazionale Anticorruzione: approvato il PNA 2023-2025

È stato recentemente approvato da ANAC il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione, che sarà valido dal 2023 al 2025. Come specificato sul sito dell’Autorità, il PNA 2022 è adesso al vaglio del Comitato interministeriale e della Conferenza unificata e diventerà operativo dopo la loro approvazione.

Cosa è il Piano Nazionale Anticorruzione

Il PNA nasce con gli obiettivi di rafforzare l’integrità pubblica e programmare misure efficaci di prevenzione della corruzione senza comunque mettere a rischio lo sforzo di semplificazione e velocizzazione delle procedure amministrative, in particolare per quelle legate all’utilizzo dei fondi PNRR.

Il Piano Nazionale Anticorruzione è articolato in una parte generale e in una parte speciale.

La prima contiene:

  • indicazioni per la predisposizione nel PIAO della sezione relativa alla prevenzione della corruzione e della trasparenza;
  • i processi e le attività principali per individuare misure di prevenzione della corruzione;
  • le indicazioni per realizzare un buon monitoraggio e semplificazioni per gli enti con meno di 50 dipendenti;
  • un approfondimento sul divieto di pantouflage, ipotesi di conflitto di interessi che si configura come incompatibilità successiva.

La parte speciale è invece dedicata ai contratti pubblici.

Le novità del PNA 2022

Tra le novità previste, ANAC segnala il rafforzamento dell’attività antiriciclaggio, impegnando i responsabili della prevenzione della corruzione a comunicare ogni tipo di segnalazione sospetta in cui potessero incorrere all’interno della pubblica amministrazione, e delle stazioni appaltanti. Viene in particolare evidenziata la stretta connessione di questa attività con la lotta alla corruzione. Inoltre nel PNA si esplicita la necessità di identificare il titolare effettivo delle società che concorrono ad appalti pubblici, per potere identificare con precisione i soggetti coinvolti in eventuali partecipazioni sospette in appalti e forniture pubbliche.

Proprio per garantire maggiore trasparenza dei contratti pubblici, sono previste nuove modalità di pubblicazione per le SA. Il criterio non atterrà più l’ordine temporale di emanazione degli atti, ma quello di appalto, aggregando così tutti gli allegati relativi ad un affidamento e permettendo così di cogliere facilmente l’evoluzione e lo status quo di una procedura.

Infine, un’importante novità riguarda i piccoli Comuni con meno di 50 dipendenti. Queste amministrazioni non dovranno predisporre il piano anticorruzione ogni anno, ma ogni tre anni; sono ridotti anche gli oneri di monitoraggio, che vengono concentrati solo per le situazioni di maggiore rischio.