PNRR e revisione controlli della Corte dei Conti, i chiarimenti dal Governo

L'esecutivo pubblica una nota per chiarire in 8 punti la propria posizione rispetto all’attuazione del Piano e al ruolo della Corte dei Conti

di Redazione tecnica - 06/06/2023

Fa discutere oltre confine l’emendamento al decreto Pubblica Amministrazione, attualmente al vaglio della Camera, che propone una limitazione alla Corte dei Conti quale organismo di controllo di supervisione del PNRR, proposta su cui è intervenuto un portavoce della Commissione UE.

Revisione dei poteri della Corte dei Conti sul PNRR: la nota del Governo

Se di norma l’Unione Europea non si esprime su progetti di legge, il portavoce ha ricordato la natura unica del PNRR, che richiede una risposta proporzionata. Per questo "i sistemi di controllo nazionali costituiscono i meccanismi principali per proteggere gli interessi finanziari dell’Ue e sono gli Stati membri che devono assicurarsi che non ci siano conflitti di interessi e o frodi. E l’Italia ha in campo un sistema solido". Questo sistema, prevede appunto il controllo concomitante della Corte dei conti, sottolineando come sia “responsabilità delle autorità italiane che questi enti siano in grado di lavorare".

Dichiarazioni che hanno irritato non poco il Governo, che ha pubblicato una nota sulla questione, con quelle che l’esecutivo ha definito come “osservazioni di merito e di metodo”.

8 punti con cui Palazzo Chigi ha cercato di chiarire la propria posizione rispetto all’attuazione del Piano e al ruolo della Corte dei Conti, mentre la scadenza per l’erogazione della quarta rata si avvicina sempre di più. Vediamoli nel dettaglio.

Il Recovery Plani e i controlli

Condivisione da parte del Governo sul quadro di controlli per il recovery “adatti e proporzionati alla sua natura unica e in modo che i programmi di spesa si basino sull’efficienza.” Sul punto, l’esecutivo evidenzia come la propria azione si basi su questo principio.

Polemiche strumentali dalla UE

Secondo il Governo, le dichiarazioni alimentano polemiche strumentali non corrispondenti alla realtà: “Il portavoce afferma che la Commissione europea non commenta i progetti di legge, ma subito dopo - senza alcun approfondimento di merito - lo stesso portavoce della Commissione fa seguire delle considerazioni che alimentano polemiche politiche strumentali che non corrispondono alla realtà”.

Nessuna modifica su accordi UE-Italia

Le norme proposte dal Governo e approvate ieri dalla Commissione parlamentare nel D.L. Pubblica Amministrazione, non modificano quanto già concordato tra Commissione europea e Governo italiano. Nessun intrevento quindi su quanto previsto dal D.L. n. 77/2021.

Disciplina dei controlli della Corte: le osservazioni del Governo

Ed ecco le osservazioni sui controlli. “Il primo decreto sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, tra i diversi aspetti, disciplina i controlli sui fondi del Pnrr da parte della Corte dei Conti. Tale decreto, che rappresentava una specifica milestone del Pnrr, è stato rendicontato positivamente dalla Commissione. Tale norma non solo non viene in alcun modo modificata, ma è proprio la sua corretta attuazione che il governo vuol realizzare. Infatti all’art .7 comma 7, il decreto prevede: “La Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione  di  cui all'articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994 n. 20, svolgendo in particolare valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l'acquisizione e l'impiego delle risorse finanziarie provenienti dai fondi di cui al Pnrr. Tale controllo risponde ai criteri di cooperazione e di coordinamento con la Corte dei conti europea, secondo quanto previsto dall'articolo 287, paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea”. La legge in questione (governo Draghi), quindi, affida alla Corte dei conti il controllo sui fondi Pnrr nella modalità del controllo successivo sulla gestione e non del controllo concomitante, con criteri di cooperazione e coordinamento con la Corte dei conti europea. Tale disciplina dei controlli della Corte dei conti sui fondi del Pnrr non solo resta in vigore, ma viene pienamente attuata."

Chiarimenti sullo scudo erariale

In riferimento alla proroga dello scudo erariale per funzionari e dirigenti pubblici, il Governo sottolinea come la norma sia in vigore già da tempo e non ci sono mai state osservazioni da parte della Commissione. "Questa disciplina è rimasta in vigore per tre anni con due diversi governi, senza aver provocato alcun rilievo, siamo certi che la linea della Commissione non cambierà di fronte alla proroga di un altro anno decisa da un governo di diverso segno politico”.

La limitazione della responsabilità amministrativa

In relazione alla limitazione della responsabilità amministrativa dinanzi alla Corte dei conti, l’esecutivo specifica che essa è stata prevista dai Governi precedenti, in particolare:

  • dall’art. 21, comma 2, del DL 16 luglio 2020 n. 76 (Governo Conte II);
  • tale limitazione, che aveva inizialmente un’applicazione limitata al 31 luglio 2021, è stata estesa, dapprima, dalla legge di conversione del medesimo D.L. n. 76/2020 (con il differimento di detto termine al 31 dicembre 2021)
  • successivamente dall’articolo 51, comma 1, lett. h), del decreto - legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108 (Governo Draghi), che ha ulteriormente differito detto termine al 30 giugno 2023.

Rapporti tra Governo e Corte dei conti: nessun problema

Il Governo ribadisce i rapporti cordiali e proficui con la Corte dei conti, con la quale si è deciso, all’unanimità, l’apertura di un tavolo di lavoro per revisionare e definire meglio alcuni istituti relativi ai controlli sul Pnrr.

Spunti e consigli di lettura

Non mancano i consigli di lettura, invitando alla conoscenza di “utili spunti sulla materia nelle interviste di illustri costituzionalisti come Sabino Cassese, Cesare Mirabelli e Giancarlo Coraggio, che nelle ultime 24 ore hanno illustrato come l’intervento del Parlamento sia rispettoso della Costituzione, delle prerogative della Corte dei conti, improntato alla leale collaborazione tra le istituzioni”.

 

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