Riforma Codice dei contratti: oggi in Consiglio dei Ministri l'esame preliminare

Oggi il Governo esaminerà lo schema preliminare di Decreto Legislativo per la riforma del Codice dei contratti pubblici

di Paolo Oreto - 16/12/2022
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Riforma Codice dei contratti: oggi in Consiglio dei Ministri l'esame preliminare

All’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi l’esame preliminare del Decreto Legislativo di riforma del Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78 recante delega al Governo in materia di contratti pubblici.

Esame preliminare dello schema del Consiglio di Stato

Tutto rientra nei tempi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, relativamente all'obiettivo dichiarato di semplificare le norme in materia di appalti pubblici e concessioni, ha previsto la pubblicazione di uno o più decreti legislativi da adottare nei 9 mesi successivi all’approvazione della legge delega.

Considerato che la Legge delega n. 78/2022 è di giugno 2022, il Governo ha tempo fino a marzo 2023 con un solo "piccolissimo" accorgimento: la legge delega ha previsto l'adozione di uno o più decreti legislativi recanti la disciplina dei contratti pubblici entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa.

Le tempistiche e le scadenze

L'art. 1, comma 4 della Legge delega prevede un articolato processo per i decreti legislativi che potranno essere adottati:

  • dopo l’acquisizione del parere della Conferenza unificata che deve essere reso entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione;
  • dopo i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione.

Ove il parere delle Commissioni parlamentari indichi specificamente talune disposizioni come non conformi ai princìpi e criteri direttivi di cui alla legge delega, il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione.

Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro dieci giorni dall’assegnazione; decorso tale termine il decreto legislativo può essere comunque emanato.

Da ricordare, infine, che qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini della delega o successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi.

In questo caso, non solo la road map prevista dal PNRR da tempo fino a marzo 2023 per l'adozione dei decreti legislativi, ma se non si riuscisse a farlo entro questa data scadrebbero pure i termini della delega comprensivi della sua proroga (6+3).

Il Consiglio dei Ministri

All'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi è previsto soltanto un esame preliminare del provvedimento e prima della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale servirà un'attenta pianificazione delle tempistiche per far fronte a quanto richiesto dalla Legge delega.

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