Sanatoria edilizia e tutela del paesaggio: interviene il Consiglio di Stato

La sentenza del Consiglio di Stato ribadisce i limiti dell’accertamento di conformità nel caso di sostituzione di materiali e vincoli paesaggistici

di Redazione tecnica - 10/03/2025

Aggiungi LavoriPubblici.it alle tue fonti preferite.

Decidi tu come informarti.
Quando cercherai una notizia ci troverai più facilmente.

Aggiungi LavoriPubblici.it su Google Aggiungici su Google

Quando un’opera edilizia abusiva può essere sanata? E, soprattutto, fino a che punto la tutela del paesaggio può incidere sulla possibilità di sanatoria edilizia utilizzando l’accertamento di conformità di cui all’art. 36 del Testo Unico Edilizia (d.P.R. n. 380/2001)?

Sanatoria edilizia e tutela del paesaggio: la sentenza del Consiglio di Stato

A rispondere a queste domande ci ha pensato il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1787 del 3 marzo 2025, che affronta due temi centrali:

  1. la sostituzione di materiali e la loro incidenza urbanistica e paesaggistica;
  2. i limiti della sanatoria in presenza di un vincolo paesaggistico.

La decisione conferma l’orientamento secondo cui non basta che un’opera sia, in astratto, conforme agli strumenti urbanistici vigenti al momento della richiesta di sanatoria. L’accertamento di conformità di cui all’art. 36 del Testo Unico Edilizia richiede che l’intervento fosse conforme anche al momento della sua realizzazione e che sia rispettato il vincolo paesaggistico, senza possibilità di un’autorizzazione paesaggistica ex post.

© Riproduzione riservata
I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.