Superbonus 110% e condomini: meglio presentare la CILAS entro il 2022?

L'esperto risponde: stiamo valutando la possibilità di intervenire su un minicondominio di 4 unità immobiliari. Possiamo stare certi dell'aliquota fiscale del 110%?

di Gianluca Oreto - 09/11/2022
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Superbonus 110% e condomini: meglio presentare la CILAS entro il 2022?

In questi 30 mesi di applicazione della norma sul superbonus 110% ho provato a rispondere alle più disparate domande. Quando queste riguardano l'utilizzo della detrazione alle regole in vigore, l'analisi risulta essere più o meno semplice, anche grazie all'aiuto di validi professionisti che collaborano con questa testata. Altre volte, invece, occorrerebbe una DeLorean per sapere cosa ci attende nel prossimo futuro.

Superbonus 110%, condomini e CILAS: la domanda all'esperto risponde

Oggi proverò a rispondere a Mauro P. che ci chiede se sia meglio presentare una CILAS entro il 31 dicembre 2022 per avviare un intervento di riqualificazione energetica su un minicondominio composto da 4 unità immobiliari, con utilizzo delle detrazioni fiscali del 110% di cui all'art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio).

Una domanda a cui si dovrebbe rispondere, normativa alla mano, indicando come scadenza quella prevista all'art. 119, comma 8-bis del Decreto Rilancio che, per il caso in questione, prevede la possibilità di utilizzare il superbonus 110% fino al 31 dicembre 2023 con decalage di aliquota per i successivi due anni:

  • 70% per tutto il 2024;
  • 65% per tutto il 2025.

Una domanda frutto, però, del chiacchiericcio che da alcune settimane va avanti sul superbonus 110%, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni arrivate dal nuovo esecutivo dell'era post Draghi. Da giorni, infatti, si vocifera su un nuovo "corposo" intervento di modifica in Legge di Bilancio 2023. Al momento un banale pourparler che riguarda:

  • la riduzione dell'aliquota a partire dal 1° gennaio 2023 (per tutti i soggetti beneficiari);
  • l'apertura di una nuova finestra temporale per le unifamiliari;
  • una soluzione allo sblocco dei crediti rimasti "incagliati" all'interno della piattaforma di cessione dell'Agenzia delle Entrate.

Partendo dal presupposto che senza una seria riapertura del meccanismo di cessione del credito, ogni intervento sul superbonus 110% servirà solo ai contribuenti in grado di anticipare le spese e adeguata capienza fiscale, in uno Stato di "diritto" (che che salvaguardia e rispetta i diritti acquisiti da una norma) non si dovrebbe neanche parlare di una modifica in corsa. Ma, dopo 20 provvedimenti di modifica alla normativa di rango primario è assolutamente lecito porsi qualche domanda, come quella del nostro gentile lettore a cui proverò a rispondere mediante un'analisi "storica".

CILAS e sostenimento della spesa

A fine 2021, nei mesi che hanno preceduto l'approvazione della Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), il Governo Draghi propose un emendamento per allungare i tempi di utilizzo del superbonus per le unifamiliari. Si parlò di prime case, reddito ISEE e proroga riservata alle CILAS presentate entro il 15 settembre 2021.

Un feroce scontro in Parlamento tra il Governo e la maggioranza parlamentare (inspiegabilmente in collisione tra loro) portò ad un ripensamento dell'emendamento con una proroga secca al 31 dicembre 2022 per le unifamiliari che al 30 giugno 2022 avessero completato il 30% dell'intervento complessivo. Successivamente, il 30 giugno 2022 fu prorogato al 30 settembre (con effetti che abbiamo già sperimentato sulla pelle di contribuenti, professionisti e imprese, invischiati in cantieri con tempi risicati e materiali sempre più introvabili).

CILAS entro il 31 dicembre 2022?

L'esperienza è certamente servita a comprendere la volontà del Governo di limitare l'utilizzo del superbonus 110% alle CILAS presentate entro una certa data.

Facciamo, però, attenzione. Benché la presentazione di una CILAS "potrebbe" far rientrare l'intervento all'interno della disciplina del Decreto Rilancio, è pur vero che nei bonus edilizi vige sempre il principio di cassa.

Cosa vuole dire? Che se il Governo dovesse decidere di modificare l'aliquota fiscale, portandola dal 110% al 90% (come si vocifera), a nulla servirebbe la presentazione della CILAS entro il 31 dicembre 2022, perché ciò che rileverebbe per l'applicazione della aliquota fiscale è il momento del sostenimento della spesa.

Per cui anche nel caso di CILAS presentata entro il 31 dicembre 2022, le spese andrebbero in detrazione con l'aliquota stabilita per il 2023.

Chiaramente al momento sono tutte ipotesi e, come sempre, vi invito a fare sempre molta attenzione alla prossima bozza di Legge di Bilancio 2023 dalla quale potremmo cominciare ad avere qualche informazione in più che non avrà alcun valore almeno fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge.