Superbonus 110%: la lezione (non imparata) dei terremoti

Dal sismabonus al supersismabonus 110% senza riduzione del rischio sismico: le norme che non vogliono crescere

di Redazione tecnica - 16/11/2022
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Superbonus 110%: la lezione (non imparata) dei terremoti

A seguito della forte scossa di magnitudo Mw 5.5 avvenuta nella zona di Pesaro Urbino lo scorso 9 novembre (che per fortuna ha avuto epicentro lontano dalla costa e non ha prodotto danni rilevanti), è scattata la consueta domanda: i terremoti possono essere previsti?

I terremoti e il rischio sismico

La risposta, purtroppo, è negativa. Lo stesso dipartimento della Protezione Civile dedica al "rischio sismico" un'intera sezione del suo portale istituzionale rilevando che "L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la sua posizione geografica nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica" e che "Oggi la scienza non è ancora in grado di prevedere il tempo ed il luogo esatti in cui avverrà il prossimo terremoto. L'unica previsione possibile è di tipo statistico, basata sulla conoscenza della sismicità che ha storicamente interessato il nostro territorio e quindi sulla ricorrenza dei terremoti".

Tralasciando la parte più tecnica, che potete leggere direttamente sul portale della Protezione Civile, conoscere il fenomeno è il primo passo per imparare ad affrontarlo nel modo più corretto e a difendersi da eventuali pericoli. In tal senso, quando si parla di rischio sismico, la prima cosa da fare per prepararsi a fronteggiare un eventuale e probabile terremoto (di cui non conosciamo data ed entità ma sappiamo che dal punto di vista probabilistico avverrà), è verificare che la casa in cui si abita sia stata costruita in modo da resistere al sisma, non subire danni rilevanti e, quindi, proteggere chi la vive.

I costi per la ricostruzione

Per far fronte ai costi di ricostruzione post sisma, lo Stato nel corso degli anni ha previsto diversi contributi destinati a:

  • edifici residenziali;
  • attività produttive.

Secondo un'analisi del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri, dal 1968 al 2012, senza considerare quindi l'ultimo grande evento sismico italiano, il costo attualizzato dei terremoti è stato di 121,6 miliardi di euro. Numeri che hanno indotto il legislatore italiano alla formulazione di una grandissima e importante detrazione fiscale, quella di cui all'art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, del Decreto Legge n. 63/2013 su cui è stato definito il Decreto Ministeriale n. 58/2017 contenente le "Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni nonché le modalità per l’attestazione, da parte di professioni abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati" (il sismabonus).

Una detrazione importante, che arrivava a coprire l'85% delle spese sostenute in funzione della riduzione del rischio sismico di una o due classi e che ha consentito di migliorare la qualità strutturale degli edifici (pochi in realtà, visto che il rischio sismico e l'importanza della qualità strutturale non sono particolarmente sentiti), con l'ovvia conseguenza di renderli più performanti.

L'avvento del Superbonus 110%

A maggio 2020 tutto è cambiato, ma non in meglio. Una scelta molto discussa - e discutibile - del legislatore ha portato alla nascita delle detrazioni fiscali del 110%. Una misura fiscale imponente, dai sani obiettivi ma che nel tempo ha perso completamente la bussola in tema di sismabonus.

Tralasciando gli "errori di gioventù" di una normativa scritta male e modificata peggio, l'art. 119, comma 4 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) ha dato un colpo di spugna ad anni di confronti, battaglie e vittorie, modificando completamente la disciplina prevista per le detrazioni delle spese sostenute per la riduzione del rischio sismico.

In particolare, su orizzonti temporali diversi, previsti in funzione dei soggetti beneficiari, è stato cancellato il sistema premiante su cui si basva la prima versione del sismabonus, agevolando con l'aliquota del 110% qualsiasi intervento di riduzione del rischio sismico, anche un intervento locale. Una scelta basata su considerazioni di natura economica, ma che non ha minimamente dato peso agli aspetti tecnici, legati alla effettiva necessità di realizzare interventi di miglioramento e riduzione del rischio sismico mediante attente procedure e attestazioni dei professionisti coinvolti.

Le dichiarazioni del Commissario Straordinario Sisma 2016

Non stupiscono le ultime dichiarazioni del Commissario Straordinario Sisma 2016 Giovanni Legnini che, dopo il recente evento sismico dello scorso 9 novembre ha affermato "Con la ricostruzione dopo il terremoto del 2016 stiamo restituendo ai cittadini case e strutture pubbliche sicure, ma dobbiamo pensare anche alla messa in sicurezza degli edifici che allora non furono danneggiati, molti dei quali hanno caratteristiche di forte vulnerabilità. Serve un approccio sistemico, che non si limiti alla riparazione dei danni, ma che punti alla riduzione del rischio, anche riorientando a questo fine il superbonus 110% e l’intero sistema delle detrazioni fiscali sull’edilizia".

Considerazioni assolutamente condivisibili e che dovrebbero condurre ad una riformulazione degli incentivi per la riduzione del rischio sismico, offrendo anche in questo senso delle proposte strutturate: aliquote importanti, orizzonti temporali almeno decennali e meccanismi di cessione che consentano a tutti di rendere le case sicure e pronte a rispondere ad un terremoto che, come detto, non sappiamo di quale entità e quando, ma sappiamo che avverrà.