Superbonus 110% e sanzioni asseveratori: RPT scrive al Governo

La Rete Professioni Tecniche interviene sulle nuove previsioni sanzionatorie previste per le asseverazioni

di Redazione tecnica - 22/02/2022
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Superbonus 110% e sanzioni asseveratori: RPT scrive al Governo

Superbonus e asseverazioni, un connubio che rischia di creare pesanti cortocircuiti. C’è infatti forte preoccupazione tra i professionisti tecnici italiani rispetto alle nuove sanzioni previste dal comma 2 dell’art. 2 del D.L. recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri per le frodi in materia edilizia.

Superbonus e sanzioni per asseveratori: la nota RPT al premier

Una preoccupazione che la Rete Professioni Tecniche ha espresso con una nota inviata al Premier Mario Draghi, nella quale ha sottolineato il grave rischio di creare nuovamente difficoltà insormontabili nel processo di miglioramento energetico e di messa in sicurezza degli edifici, agevolati dai “Bonus edilizi”, in particolare il Superbonus.

Se infatti con lo stesso decreto legge è stato eliminato il blocco prodotto dalla limitazione della cessione del credito – fatto su cui RPT ha espresso soddisfazione - adesso a salire sul banco degli imputati sono le sanzioni per i tecnici asseveratori.

RPT: inasprimento sanzioni è incomprensibile

Le misure sono state inasprite e, nella nota, i professionisti tecnici fanno presente che non ne comprendono la ragione, considerato che proprio per il Superbonus sono previste da sempre le dichiarazioni asseverate dei tecnici abilitati e il provvedimento, stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate, si caratterizza per una percentuale di frodi - ad oggi peraltro solo ipotizzate e presunte - pari al 3% sul totale degli importi delle opere coperte dall’incentivo statale. Non solo: ad oggi non sono state riscontrate né responsabilità dei professionisti tecnici in proposito, né dichiarazioni false o infedeli accertate come tali.

Per RPT sanzioni sono incostituzionali

Secondo RPT, la formulazione del testo si presta a gravi difetti di costituzionalità, a cominciare dal fatto che viola il principio di legalità e di determinatezza della fattispecie penale, dato che la condotta punita è definita in maniera assolutamente generica e superficiale.

Il rischio è un effetto boomerang, fermo restando la piena disponibilità della Rete Professioni Tecniche a collaborare con le istituzioni per la messa a punto di meccanismi di controllo e di lotta alla frode, purché realmente utili ed applicabili e soprattutto chiari negli impegni e nelle conseguenti responsabilità.

Proprio per questo, l’auspicio è che la norma “incriminata” venga eliminata o quantomeno corretta, anche per evitare un blocco del mercato dovuto alla paura dei professionisti di sottoscrivere, in perfetta buona fede e correttezza, dichiarazioni che potrebbero prestarsi ad interpretazioni e valutazioni discrezionali e incorrere così nelle pesanti sanzioni previste.