Superbonus: crescono i redditi dei professionisti tecnici

La spinta impressa al mercato delle ristrutturazioni dai bonus edilizi ha contribuito alla crescita del PIL e dei redditi dei liberi professionisti. Ecco i dati di Confprofessioni

di Redazione tecnica - 09/12/2023

Sono positive le variazioni di reddito della libera professione, anche rispetto al periodo prepandemico. Non solo: a registrare una crescita sostenuta sono proprio le professioni tecniche, includendo geometri (+37,7%), geologi (+29,8%), architetti (+28,4%) e ingegneri (+25,9%).

Redditi professioni tecniche: i dati di Confprofessioni

A contribuire su queste cifre è stato sicuramente il Superbonus 110%, che ha impresso una spinta eccezionale al mercato delle ristrutturazioni: la conferma arriva dall’VIII Rapporto sulle libere professioni in Italia, presentato recentemente da Confprofessioni.

Guardando ai dati forniti dalle Casse di previdenza, e in particolare al triennio 2020-2022, il reddito medio è passato dai 33.938 euro del 2020 ai 38.752 euro nel 2022, con un aumento pari al 14,2%.

C’è però un gender gap da non sottovalutare: le cifre mostrano infatti come gli introiti delle donne nella libera professione, già molto distanti da quelli dei colleghi, si siano ulteriormente divaricati. Ciò vale soprattutto nelle professioni giuridiche, dove le donne guadagnano oggi meno della metà degli uomini. Ma la dinamica è trasversale e caratterizza in modo significativo i diversi settori.

Superbonus: le conseguenze del ridimensionamento

Nel report si sottolinea anche il ruolo di Confprofessioni nel mettere in guardia Governo e Parlamento sui possibili impatti del ridimensionamento del Superbonus e in generale dei bonus edilizi sull’attività dei liberi professionisti interessati dalle misure.

Sul punto, Confprofessioni ha richiamato le audizioni sul ddl di conversione del decreto-legge n. 176/2022, c.d. Aiuti-Quater, che ha poi concretamente abbassato l’aliquota di detrazione al 90% per condomini ed edifici residenziali, e quella presso la Commissione VI “Finanze” del Senato, nell’ambito della “Indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale con particolare riferimento ai crediti di imposta”. In quell’occasione Confprofessioni ha ribadito la necessità di riattivare il circuito della cessione del credito al sistema bancario e a terzi, al fine di scongiurare la chiusura di migliaia di imprese con importanti ricadute occupazionali, di gettito fiscale complessivo prodotto dalla filiera edile, di emersione del lavoro sommerso, e per prevenire significativi rischi di contenzioso.

Di tenore esattamente opposto le disposizioni attuate dal Governo solo pochi giorni dopo, con l’entrata in vigore del Decreto blocca cessioni, da cui una nuova audizione nell’ambito dei lavori di conversione in legge del provvedimento, durante cui Confprofessioni ha sottolineato come «l’impatto dei bonus e del sistema di detrazioni fiscali nel settore dell’edilizia andrebbe valutato oggettivamente, realisticamente e concretamente, prendendo in considerazione non il solo calcolo dell’impatto sulla spesa pubblica, ma anche le ripercussioni economiche e sociali, di medio-lungo periodo, che hanno generato e potranno generare una serie di esternalità positive».

Le sfide del futuro

Tante quindi le sfide da affrontare, ripensando a un sistema di detrazioni fiscali nel settore dell’edilizia, eventualmente accorpando tutti i bonus (attualmente davvero tanti e con normative eterogenee sorte in epoche diverse) sotto un’unica detrazione fiscale di portata inferiore. In questa direzione si potrebbe valutare la possibilità di trasformare il bonus in “credito d’imposta” per compensare altri debiti fiscali in un arco temporale più lungo.

Ma non solo bonus edilizi: per i professionisti tecnici ci sono anche da tenere in conto le questioni attinenti la riforma fiscale, le opere pubbliche e gli investimenti legati a PNRR, oltre che la transizione digitale ed ecologica che può sostenere uno sviluppo strategico del sistema delle professioni in ottica maggiormente imprenditoriale.

 

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