Il Superbonus 110% traina il Bonus Mobili?

Il Fisco spiega se gli interventi di efficientamento energetico permettono di accedere anche all’agevolazione per mobili ed elettrodomestici

di Redazione tecnica - 02/11/2021
© Riproduzione riservata
Il Superbonus 110% traina il Bonus Mobili?

Superbonus 110% e Bonus Mobili: le due agevolazioni fiscali sono cumulabili? O meglio, l’utilizzo di una permette di accedere all’altra? Ne parla Fisco Oggi, spiegando la logica alla base dell'agevolazione per l'acquisto di mobili per arredare una casa oggetto di ristrutturazione edilizia.

Superbonus 110% e Bonus mobili insieme: la risposta del Fisco

Il dubbio nasce da un contribuente il cui condominio sta utilizzando il Superbonus 110% per effettuare interventi di isolamento termico dell’involucro (cappotto termico) e la sostituzione della caldaia centralizzata. Questi interventi, secondo l’art. 119 del D.L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio) permettono di accedere al cambio degli infissi nelle singole unità immobiliari come intervento trainato. Allo stesso modo, è possibile richiedere il bonus mobili nelle singole unità, considerato che l’agevolazione è normalmente prevista nel caso di sostituzione degli infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso?

Cos’è il bonus Mobili

Ricordiamo che il Bonus Mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L'agevolazione spetta anche per gli acquisti effettuati nel 2021, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2020.

Rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Nell’importo possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo:

  • non superiore a 10.000 euro per le spese sostenute nel 2020;
  • per il 2021 il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è stato elevato a 16.000 euro,
  • secondo il disegno di legge della Legge di Bilancio 2022 tale importo l’anno prossimo potrebbe essere ridotto a 5.000 euro.

Per usufruire dell’agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici e va provata presentando i titoli edilizi abilitativi o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di spesa va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

I documenti da conservare sono:

  • l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente);
  • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti. Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura.

Bonus Mobili si può usare con intervento trainato?

Condizione per usufruire del bonus mobili ed elettrodomestici è quindi che sugli immobili destinati ad accogliere tali beni siano effettuati determinati interventi edilizi. Tra questi, gli interventi sulle singole unità immobiliari di recupero del patrimonio edilizio previsti alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Testo unico dell’edilizia (D.P.R. n.380/2001), ossia manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

Nel caso in esame, dato che la sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso nelle singole unità immobiliari rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, il contribuente può richiedere il Bonus Mobili e può anche fruirne tramite sconto in fattura o cessione del credito (circolare n. 30/2020).