Termini presentazione Cilas, il Governo chiude la porta alla proroga

Poche speranze per la riapertura dei termini nella conversione in legge del DL Aiuti Quater. “Vera priorità non è il Superbonus ma lo sblocco dei crediti”

di Redazione tecnica - 07/12/2022
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Termini presentazione Cilas, il Governo chiude la porta alla proroga

Il Superbonus non si proroga e tantomeno i termini per la presentazione della CILAS definiti con il D.L. n. 176/2022. Con le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovambattista Fazzolari, si sono ridotte al lumicino le speranze di molti per il differimento almeno al 31 dicembre 2022 della presentazione della documentazione da parte dei tecnici.

Superbonus, CILAS e cessione crediti: il futuro nella conversione del D.L. Aiuti-quater

Speranze ancora non del tutto spente, considerato che il Decreto Aiuti Quater è al momento all’esame della Camera per la conversione in legge e presumibilmente venerdì verranno discussi gli emendamenti presentati, compresi quelli sul Superbonus e sulla cessione del credito.

Ai lavori in Parlamento si contrappongono le dichiarazioni, abbastanza chiare, di Fazzolari: “Nessuna proroga per il Superbonus, anche perché non è quello il problema. Il problema sono i crediti di imposta e stiamo tentando di trovare su questo una soluzione. 110% o 90% significa che mentre chi fa 10mila euro di lavori prima non pagava niente, ora deve pagare 1000 euro, intervenendo con un apposito fondo per chi è in difficoltà. Si confondono i due temi che sono diversi". 

Quella della cessione dei crediti è una soluzione non semplice da trovare, considerato che la proposta di Abi e Ance di poter riversare gli F24 all'erario, con una quota dell'1% dei crediti acquisiti dalle banche, non ha ancora incontrato un riscontro positivo da parte della Ragioneria Generale dello Stato, non favorevole a una circolazione massiva di crediti fiscali.

Fazzolari ribadisce che il tema rappresenta una priorità assoluta per il governo: "Dobbiamo trovare un meccanismo per cui le banche possano prendersi questi crediti senza mandare all’aria i conti pubblici. Vale 60 miliardi, a pagare non può essere lo Stato”.

Le proposte della RPT

Tante le proposte pervenute da più parti. Ultime in ordine temporale, quelle della Rete Professioni Tecniche che in una lunga nota, chiede un intervento sui meccanismi di cessione dei crediti consentendo:

  • agli operatori abilitati di offrire i crediti fiscali acquisiti anche ai propri clienti correntisti, privati o professionali, consentendo altresì, agli operatori ma anche ai correntisti, di modulare il lasso temporale di utilizzo di tali crediti, anche con clausole che consentano di recuperare quelli non ceduti nel periodo corrispondente;
  • agli Enti previdenziali Ordinistici, di svolgere sia una funzione di garanzia nella cessione dei crediti che di acquisizione dei medesimi se maturati dai professionisti iscritti;
  • di realizzare di una piattaforma unica di controllo nelle varie fasi della cessione dei crediti, evitando il ricorso ad entità finanziarie, società Advisor ed assimilate che, oltre a generare degli extra-costi non necessari, spesso assumono una funzione impropria atta a ritardare se non a bloccare la cessione e quindi il funzionamento del meccanismo;
  • di attivare meccanismi di incentivazione fiscale che possano calmierare i costi delle cessioni, evitando improprie speculazioni da parti di soggetti;
  • di valorizzare i pareri della Commissione di monitoraggio, ampliandone la funzione soprattutto per gli aspetti tecnici-esecutivi;
  • di formulare norme che disciplinino i General contractor chiarendone i ruoli, i limiti e le responsabilità anche a tutela delle imprese e dei professionisti che sugli stessi fanno sempre più affidamento.