Terremoto in Lombardia: necessario investire sulla sicurezza sismica

Come spiega Ingegneria Sismica Italiana, anche nelle zone a medio-basso rischio bisogna puntare sulla cultura della prevenzione e della sicurezza sismica

di Redazione tecnica - 21/12/2021
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Terremoto in Lombardia: necessario investire sulla sicurezza sismica

Il terremoto a Milano e in Lombardia dello scorso 18 dicembre ha offerto un importante spunto di riflessione, soprattutto alla luce della ormai prossima scadenza di importanti bonus fiscali, quali il Sismabonus e il Super Sismabonus. Perché se è vero che lo scorso 18 dicembre l’intensità a livello di magnitudo non è stata particolarmente alta (Mw 3.9), allo stesso tempo il risentimento è stato elevato, per cui l'evento è stato avvertito distintamente, anche su un ampio raggio.

Eventi sismici in Italia: prevenzione e messa in sicurezza degli edifici

E questo significa dover riflettere, ancora una volta, sulla sicurezza degli edifici e sulla prevenzione che è possibile fare. Lo spiega bene ISI – Ingegneria Sismica Italiana, con un interessante intervento sul tema: un terremoto in una zona ad elevatissima urbanizzazione e antropizzazione, poco avvezza a sciami sismici, porta ad alzare il livello di attenzione sullo status quo degli edifici e sull’urgenza della sicurezza sismica.

Dalle Alpi fino alla Sicilia, nessun territorio è esente da pericolosità sismica e questo si scontra con la fragilità del patrimonio edilizio italiano, soprattutto nei territori che storicamente hanno meno risentito di terremoti. Zone in cui non si è avvertita la necessità di sviluppare o implementare nel corso del tempo tecniche costruttive “antisismiche”, o pensate ad accorgimenti come la regolarità geometrica o la connessione muraria. Non solo: in Italia è stato introdotto l’obbligo della verifica di un fabbricato per azioni sismiche su tutto il territorio nazionale solo dall’entrata in vigore dell’OPCM 3274 del 2003. Precedentemente i comuni dichiarati sismici e per cui sussisteva un obbligo di calcolo per azioni sismiche erano un numero limitato, ricadenti per lo più in zone a sismicità storica più elevata.

Ecco quindi il paradosso: un evento di magnitudo moderata, fatte salve le amplificazioni di sito e la profondità degli ipocentri, potrebbe comportare un danneggiamento macrosismico maggiore se localizzato a Milano rispetto al medesimo evento localizzato in zone storicamente sismiche come lungo l’Appennino Centrale. Come spiega l’ing. Silvia Bonetti, consigliere ISI, a una magnitudo bassa può comunque corrispondere un elevato risentimento sismico e quindi una propagazione più ampia del fenomeno.

Ciò implica che, anche se un territorio non presenta peculiarità sismogenetiche importanti, non può e non deve essere esente da politiche di mitigazione del rischio sismico: una bassa pericolosità è talvolta associata ad una alta vulnerabilità. Un territorio così antropizzato e anche a notevole vocazione produttiva, come quello delle zone interessate dal terremoto del 18 dicembre, non può permettersi il rischio, anche economico, legato ad eventuali inagibilità.

Superbonus e Sismabonus: gli incentivi fiscali per la sicurezza sismica

Come sottolineavamo all’inizio, sulla carta mancano pochi giorni alla scadenza del c.d. “Superbonus”, introdotto con il D.L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio), entro cui rientrano gli interventi di miglioramento del rischio sismico. Il mantenimento degli incentivi fiscali può rappresentare un’opportunità irripetibile per effettuare interventi di sicurezza sismica ben strutturati, a garanzia del miglioramento della classe di rischio di ogni singolo fabbricato. Un mantenimento, che auspichiamo possa avere un orizzonte temporale più lungo, almeno quinquennale, per assicurare ad imprese e contribuenti la certezza di portare avanti gli interventi in maniera strutturata.