Ultime notizie Istat: Prezzi al consumo ottobre 2021

Istat e Indici prezzi al consumo ottobre 2021: + 0,7% rispetto al mese precedente

di Redazione tecnica - 18/11/2021
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Ultime notizie Istat: Prezzi al consumo ottobre 2021

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Ottobre 2021; l'indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, nel mese di ottobre 2021 ha registrato un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,0% su base annua (dal 2,5% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.

L’inflazione a ottobre accelera per il quarto mese consecutivo, dopo la conferma a giugno del tasso di crescita dei prezzi al consumo di maggio e i primi cinque mesi di marcata ripresa, portandosi così da una variazione negativa registrata a dicembre 2020 a una crescita di un’ampiezza che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a +3,2%). I Beni energetici continuano a essere protagonisti, contribuendo per più di due punti percentuali all’inflazione e spiegando buona parte dell’accelerazione rispetto a settembre.

Trattamento di fine rapporto

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Ottobre 2021 ed il 14 Novembre 2021, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2020 del +3,302786%.

Stima dell’inflazione da gennaio 2018

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 è stata diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,0% su base annua      

Nel mese di ottobre, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,7% su base mensile edel 3,0% su base annua (da +2,5% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.

L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei Beni energetici (da +20,2% di settembre a +24,9%) sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +42,3%) sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%). Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale da +1,0% a +1,1%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+17,0%) e solo in misura minore a quella dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+1,0%) e degli Alimentari non lavorati (+0,7%). Diminuiscono, invece, per ragioni ascrivibili per lo più a fattori stagionali, i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,3%).

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), mentre la crescita di quelli dei servizi è stabile (+1,3%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane negativo (-2,9 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a settembre (-2,3).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.

Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,0%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +3,1%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 3,2% su base annua (da +2,9% di settembre); la stima preliminare era +3,1%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,0% su base annua.

Per le modalità con le quali è stata affrontata, per le stime nel mese di ottobre e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria si veda la Nota metodologica alle pagine 18, 19 e 20.

Indice annuale e biennale locazioni

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +2,250% e l'indice biennale sempre ridotto al 75% al +1,950%.

Variazioni congiunturali

L'Istat spiega che, nel mese di ottobre 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,4%) , Trasporti (+0,9%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%), Abbigliameno e calzature (+0,1%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%), Altri beni e servizi (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate in nessun capitolo

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Istruzione (-0,9%), Comunicazioni (-0,7%), Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,5%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%), Bevande alcoliche e tabacchi (-0,2%).

Variazioni tendenziali

L'Istat spiega che, nel mese di ottobre 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi tendenziali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+11,4%), Traporti (+8,7%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,5%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+1,4%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,1%), Servizi sanitari e spese per la salute (+1,0%), Altri beni e servizi (+0,5%), Abbigliameno e calzature (+0,5%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,2%).

Variazioni nulle non si sono registrate in nessun capitolo.

Variazioni tendenziali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Comunicazioni (-2,0%), Istruzione (-0,7%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti endenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Catania e Trieste (+3,7% per entrambe), Padova e Trento (+3,6% per entrambe), Bologna (+3,5%), Bolzano (+3,4%), Bari, Palermo e Reggio Emilia (+3,3% per tutte e tre), Catanzaro, Messina e Verona (+3,2% per tutte e tre), Aosta, Cagliari e Potenza (+3,1% per tutte e tre), Genova, Modena, Parma e Reggio Calabria (+3,0% per tutte e quattro), Campobasso e Ravenna (+2,9% per entrambe), Firenze, Milano, Napoli e Venezia (+2,8 per tutte e quattro), Brescia e Roma (+2,7% per entrambe), Ancona e Livorno (+2,5% per entrambe), Perugia e Torino (+2,3% per entrambe).

I prossimi indici saranno pubblicati il 15 Dicembre 2021

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