RAPPORTO APAT

23/01/2007

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Il 18 gennaio scorso è stata presentata a Roma davanti il Ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, l’assessore romano all’ambiente, Dario Esposito, il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini e i direttori dell’Arpa locali, l’edizione 2006 del Rapporto APAT , nel quale il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio ha annunciato di stare lavorando ad un progetto di riforma che punterà alla riduzione dei rifiuti urbani, al fine di avvicinare l’Italia agli standard dell’unione Europea.

Il rapporto rappresenta uno strumento prezioso per la pianificazione di politiche di sostenibilità, nella terza edizione l’analisi è stata estesa a tutti i capoluoghi di provincia con popolazione superiore a 150.000 abitanti.

Nel corso del dibattito, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha sottolineato l’esigenza di investire in ricerca e in strumenti statistici in grado di consentire una veritiera analisi dei risultati: “Abbiamo bisogno di freschezza dei dati perché in tema di ambiente la disponibilità e la capacità di verificare il riscontro è di massima importanza. Quindi occorre investire nella costanza del riscontro per conoscere le esigenze e stilare delle normative ma anche utilizzare le risorse.”
Il sindaco Veltroni ha, invece, sottolineato l’importanza della qualità ambientale come “cuore sistemico delle scelte che si operano in tutte le nostre città; sono stati messi in campo interventi che hanno valore di merito e valore formativo per la coscienza dei cittadini.” Il sindaco ha anche parlato delle cinque emergenze ambientali per Roma:
  1. implementazione della metropolitana, cuore del nostro sforzo e dei nostri impegni finanziari;
  2. la soluzione al problema della raccolta differenziata dei rifiuti e degli imballaggi;
  3. la pedonalizzazione dei centri storici;
  4. l’utilizzo obbligatorio di energie rinnovabili;
  5. il sostegno alle tecnologie”.
Sintetizzando alcuni degli indicatori illustrati più dettagliatamente nel Rapporto, si evince la necessità di ridurre le concentrazioni di polveri sottili(PM10), ozono e biossido di azoto. Già a fine giugno 2006 nel 77% dei punti di osservazione è stato superato il valore limite giornaliero della concentrazione di PM10. Per l’ozono, nel 2005, nel 75% degli agglomerati è stata superata almeno una volta la soglia di informazione al pubblico. Nel 2005 si sono registrati nel 95% degli agglomerati superamenti del limite annuale di concentrazione del biossido di azoto che andrà in vigore nel 2010.

Il trasporto su strada costituisce la principale sorgente emissiva di PM10 per più della metà delle città considerate; per Roma il contributo stimato del trasporto su strada sul totale delle emissioni di PM10 è pari al 70%. Il contributo del settore industriale è consistente in particolar modo per i comuni in cui sono localizzati grandi poli industriali: Taranto (93%), Venezia (75%) e Genova (49%). Il trasporto su strada è la principale sorgente emissiva anche per gli altri inquinanti che contribuiscono alle alte concentrazioni di PM10, ozono e biossido di azoto.

Più confortante la situazione relativa alle concentrazioni di monossido di carbonio, benzene, piombo e biossido di zolfo che, dall'analisi delle serie storiche dal 1993 al 2005, risultano essere ormai sotto controllo con pressoché nessun superamento del limite per monossido di carbonio, piombo e biossido di zolfo e un trend decrescente, oramai consolidato, per il benzene. In particolare, per il 2005 risulta la totale assenza di superamenti per il monossido di carbonio, piombo e biossido di zolfo mentre superamenti del valore limite per il benzene che andrà in vigore nel 2010 sono stati registrati nel 25% delle aree urbane analizzate.

A cura di Gianluca Oreto
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