QUESTIONE POLITICA E SOCIALE

27/09/2006

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La fonte solare fotovoltaica, quindi la tecnologia che permette di convertire la luce solare in energia elettrica, è candidata ad assumere nel nostro “Paese del Sole” un ruolo centrale nella generazione di energia priva di fonti fossili e di emissioni inquinanti che avvelenano l’aria, il clima e la nostra salute. Il fotovoltaico consente di far fronte a esigenze territoriali, localizzando la produzione di energia là dove c’è la necessità di utilizzo, nel rispetto dei criteri di sostenibilità e di valorizzazione locale.

Ma, quanto la politica italiana crede in questa tecnologia?
Basti pensare che la percentuale di potenza fotovoltaica totale installata in Italia rispetto a quella totale installata nei 20 Paesi sviluppati monitorati dalla IEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, è scesa dall’8,6% all’1%, mentre la Germania, attuale "stella polare" di questa tecnologia e dove pure il contributo che cittadini e imprese pagano nella bolletta elettrica per il sostegno alle fonti rinnovabili è meno della metà rispetto all’Italia, dove però questo gettito è sempre stato gestito in maniera dissennata, ha visto un incremento del 7,6% del 1994 al 38,7% del 2005.

Il Decreto Ministeriale del 6 Luglio 2006 ha fissato in 85 Mw il limite di potenza istallata incentivata. Limite che per forza di cose è rimasto solo sulla carta, dato che sono stati incentivati impianti per una potenza totale di 119,527 Mw contro un totale di oltre 1.000 Mw di richiesta. In Germania vengono incentivati impianti capaci, da soli, di produrre ben 85 Mw, cifra di poco inferiore a quella che il nostro governo riesce a incentivare in un anno.

Il Dm 06/07/2006 prevedeva che tutte le richiesta correttamente presentate tra Gennaio e Febbraio sarebbero state accettate, ma a Marzo solo 3.227 richieste sono state accettate. Sommerso dalle oltre 16.000 domande per ottenere le tariffe che incentivano gli impianti fotovoltaici, il gestore della rete Gse-Grtn non ha potuto far altro che alzare bandiera bianca.

I contributi in conto energia fanno gola a molti, gli impianti fotovoltaici che potranno essere realizzati sono stati suddivisi in tre differenti classi di potenza alle quali verranno riconosciute, per venti anni, le tariffe incentivanti qui di seguito riportate:

Impianto FV

Potenza in KW

Tariffe incentivanti €/kWh

Classe 1

1<= P<= 20

0,445 (servizio di scambio sul posto)

0,460

Classe 2

20< P<= 50

0,460

Classe 3

50< P<= 1.000

0,490

Si tratta di contributi ventennali, che vanno incrementati del 10% qualora i moduli fotovoltaici siano integrati in edifici di nuova costruzione ovvero in edifici esistenti oggetto di ristrutturazione.

Il Decreto Ministeriale 28 Luglio 2005, che ha dato il via ai contributi in conto capitale, è stato, fortunatamente, modificato secondo il modello tedesco portando ai contributi in conto energia: più si produce, più si guadagna.
I risultati sono stati immediati portando la potenza istallata da 3-4 Mw in tutta Italia agli oltre 100 Mw.
Negli ultimi 2 anni, gli impianti italiani ammessi all’incentivazione saranno capaci di produrre ben 387,7 Mw e oltre il 60% di questi riguarda impianti tra i 20 e 50 kW. Purtroppo, i limiti governativi stanno fortemente rallentando lo sviluppo di questa tecnologia, basti pensare che per gli impianti più grandi a marzo c’è stata un’asta al ribasso: da 0,490 €/kWh si è arrivati a 0,304 €/kWh pur di ottenere l’approvazione del gestore della rete Gse-Grtn.

E’, comunque, in arrivo un nuovo decreto a favore del fotovoltaico. Il provvedimento prevede una ridefinizione dei criteri di accesso e di contributo, premi ai risparmiatori di energia e introduzione del meccanismo che privilegi l’impianto realizzato.
Gianni Silvestrini, consulente del Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani, ha annunciato: “Entro settembre dovrebbe essere pronto lo schema di decreto sugli incentivi in conto energia per il fotovoltaico per passare a ottobre alla Conferenza stato-regioni. Il principio degli incentivi va bene, ma i criteri vanno rivisitati. Vogliamo che si crei un’industria italiana delle rinnovabili ma per far questo occorre fornire certezze, il nostro Paese in questo settore ha fatto poco ed è il caso di dare un’accelerazione e superare il gap”.

Intanto, cambia volto la graduatoria degli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 50 kw ammessi agli incentivi. In base all'art 7 del DM 28.7.2005 che prevede forme di incentivazione per promuovere il fotovoltaico, i soggetti responsabili degli impianti maggiori di 50 kW che sono stati ammessi all’incentivazione per domande inoltrate nel mese di marzo 2006, devono costituire e far pervenire al gestore della rete Gse-Grtn, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di ammissione, la cauzione definitiva prevista dalla legge pena la decadenza dal diritto all’ incentivazione.



A cura di Gianluca Oreto
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