NO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

13/10/2006

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La Camera, nella seduta dell’11 ottobre scorso, blocca l'iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina eliminandolo dalla lista delle priorità.
Con 272 voti favorevoli e 234 contrari, l'aula di Montecitorio ha infatti approvato la mozione del centrosinistra che giudica "non prioritaria" la costruzione del ponte e impegna il governo a realizzare altri interventi per il miglioramento della viabilità nel Mezzogiorno.
Tra essi il completamento della Salerno-Reggio Calabria e il risanamento della rete autostradale siciliana.
E’ da poco passato mezzogiorno quando la Camera dei deputati vota una mozione del centrosinistra, primo firmatario il capogruppo dell’Ulivo Dario Franceschini, con cui il ponte sullo stretto viene definito opera non prioritaria e quindi da accantonare.
Formalmente l’iniziativa di Franceschini non cambia nulla: la società Ponte di Messina continua a lavorare e l’opera monumentale non è detto che non si farà mai, il contratto con la cordata guidata da Impregilo non è stato rescisso.
Ma è chiaro, invece, il senso politico del voto: al mancato stanziamento dei fondi (una tranche di 1,4 miliardi) nel collegato alla Finanziaria, si aggiunge una scelta politica. Il ponte non è prioritario.

A felicitarsi per l’approvazione della mozione:
  • Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, precisando che si tratta di una decisione ''molto positiva''. ''Ora - prosegue Realacci - è responsabilità al Parlamento indicare la tempistica e le priorità per avviare la realizzazione del sistema infrastrutturale del sud del nostro paese, in particolare Sicilia e Calabria, a cominciare dalla rete Ferroviaria, fino alla Salerno-Reggio Calabria'';
  • Legambiente che parla di ''vittoria della ragione''. ''La logica portava alla bocciatura del Ponte per motivi economici, trasportistici, ambientali'' dice il presidente Roberto Della Seta aggiungendo che ''lo stop imposto dalla mozione segna il prevalere prima di tutto del buon senso contro le spinte a inutili mega-opere faraoniche;
  • i Verdi, da sempre contrari al progetto, che per bocca di Ermete Realacci giudicano "positiva" la decisione di fermare l'opera;
  • l'Udeur, con il capogruppo Mauro Fabris, esprime soddisfazione: "E' una chiara impostazione che l'Unione si è data con il suo programma elettorale - ha dichiarato l'esponente del partito di Mastella - L'impegno è di utilizzare le risorse, originariamente previste per costruire il Ponte, per realizzare le infrastrutture che ancora mancano in Calabria e in Sicilia e più in generale nelle regioni meridionali che soffrono di una assenza cronica ormai di infrastrutture".
Bocciano in pieno l'approvazione della Camera della mozione unitaria dell'Unione: i rappresentati della Casa delle Libertà, da Lombardo (Mpa) - che aveva promosso la "marcia su Roma" per evitare la sospensione del progetto, ai siciliani Vizzini (Forza Italia) e Nania (Alleanza Nazionale). "Il governo e la sua maggioranza di centrosinistra hanno fatto una scelta da esecutivo coloniale, contro il Sud", ha commentato il leader del Movimento per l' autonomia, Raffaele Lombardo. "Dopo tante chiacchere - ha dichiarato l'europarlamentare - arriva l'atto concreto che affossa definitivamente il Ponte. Così il governo Prodi e la sua maggioranza di centrosinistra espropriano la Sicilia e la Calabria dell'opera pubblica più importante, la madre di tutte le infrastrutture".
Parla di "voto contro i siciliani" il senatore azzurro Carlo Vizzini: ''Il voto al Ponte sullo Stretto è un chiaro segnale del Governo Prodi contro i siciliani''.
Dichiara di avere ancora qualche speranza l'esponente di Alleanza Nazionale Domenico Nania: "Non credo che questo voto possa essere considerato definitivo e auspico che si trovi la maniera per rimediare e per dare alla Sicilia e al Meridione un volano di sviluppo reale come sarebbe il Ponte.

Non si scoraggia il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro che afferma: ''Ribadiamo la nostra volontà alla realizzazione del Ponte sullo Stretto avendo la possibilità di farlo utilizzando le risorse nostre e quelle comunitarie e rivolgendoci agli investitori privati sui mercati internazionali''. ''Dispiace -aggiunge il governatore siciliano- che il voto di stamani alla Camera contro la realizzazione del Ponte sullo stretto sia stato determinato in gran parte dal voto dei deputati siciliani. Appena 18 voti sono stati determinanti - prosegue Cuffaro- per approvare la mozione Franceschini contraria alla realizzazione dell'opera, e fra questi si registrano le firme alla mozione e i voti dei deputati siciliani della maggioranza che hanno preferito agli interessi della Sicilia e dei siciliani quelli propri e dei partiti a cui sono iscritti''. .

A cura di Paolo Oreto
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