880 MILIONI IN TRE ANNI SU 311 CANTIERI

17/11/2006

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220 milioni di euro sono il valore complessivo di un programma nazionale finalizzato a interventi per la prevenzione di frane e dissesti in tutta Italia. La cifra è stata comunicata dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che l’ha resa pubblica lo scorso 4 novembre con una nota del suo ministero.

L'autorizzazione all’apertura di 311 cantieri dovrà contribuire a mitigare il persistente rischio idrogeologico perversante su gran parte del territorio italiano. L’annuncio dato dal ministro è stato dato nella data della ricorrenza del quarantennale dall’alluvione dell’Arno.

Per il “Decreto per il Piano Strategico Nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico 2006” che avvierà interventi per la prevenzione da frane e dissesto sul territorio delle regioni italiane, è previsto un impegno finanziario complessivo di 220 milioni di euro.
"Tutti gli interventi - ha dichiarato il ministro – che sono stati individuati nelle aree a rischio 3 e rischio 4, cioè in quelle aree a rischio più elevato".
Nel suo comunicato, Scanio ha precisato inoltre che le opere da finanziare sono state già definite "d’intesa con le regioni coinvolte". Ciò al fine di un coinvolgimento operativo con le regioni per operare con approccio strategico e attenzione alla programmazione, due elementi fondamentali di garanzia.

Il ministro, ha aggiunto nella nota diramata, che le domande pervenute erano tantissime e che i lavori restanti oltre i 311 già previsti saranno seguiti successivamente, visto l’importanza rivestita dalle opere di messa in sicurezza del territorio. La difesa del suolo viene definita dal ministro "l’opera pubblica più importante, e necessaria per scongiurare di dovere piangere morti dopo eventi che possono essere evitati".
Pecoraro Scanio ha tenuto a sottolineare l’importanza delle opere necessarie alla prevenzione del “suolo” alla luce dell'elevato grado di rischio in Italia per sismi, frane, valanghe e alluvioni: il 9,8% (29.517 kmq) del territorio italiano infatti viene classificato ad "alta criticità" dagli osservatori del suo ministero. Nel dettaglio si tratta di 12.263 kmq (4.1%) a rischio alluvioni, 15.738 kmq (5,2%) a rischio frane e 1.516 kmq (0,5%) valanghe.

Parte della copertura dei costi proverrà dagli stanziamenti della finanziaria (200 milioni di euro per il 2007, 265 milioni per il 2008 e 265 milioni per il 2009) e parte (150 milioni per il 2007) grazie alla cancellazione del progetto del “Ponte sullo stretto di Messina. In tutto sono stati previsti 880 milioni di euro di investimenti per i prossimi tre anni.

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