AL VIA L’ESPANSIONE

20/04/2007

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Ai nostri giorni, grazie alla facilità negli spostamenti, viaggiare è diventato molto semplice e veloce: il rischio è che spesso ci si ritrovi in posti molto simili tra loro anche a latitudini diverse.
L’obiettivo del turista viaggiatore si sposta, invece, nella ricerca di un viaggio emozionale, possibilmente a contatto con la realtà vera di un paese.
Ed in questo senso si stanno diffondendo progressivamente gli alberghi diffusi: una speciale formula tutta italiana e di qualità che, sicuramente, si distingue, dal turismo di massa.
La peculiarità di questi alberghi diffusi sta nell’orizzontalità dell’organizzazione (camere in un edificio e servizi in quello vicino) e nell’essere ubicati in centri molto piccoli, di grande attrattiva dal punto di vista culturale e naturalistico, dove si può vivere la vita quotidiana di quella specifica realtà abitativa.
Punto di forza è, inoltre, la rispondenza al concetto di turismo sostenibile: questi alberghi diffusi non vanno ad intaccare il paesaggio con nuove costruzioni ma si sfrutta, in tutto e per tutto, il costruito l’esistente.
Il target di turista al quale ci si rivolge è quello relativo all’uomo alla ricerca della sua privacy in un ambiente autentico, dove poter allacciare relazioni con gli abitanti del luogo: molti stranieri, proprio per questa peculiarità, sono attratti da questa tipologia di turismo che li fa sentire, anche se per pochi giorni, abitanti di quel posto.

Il successo iniziale è stato evidente e, come ogni formula che riscontra il favore degli utenti, dà adito ad imitazioni: i titolari degli alberghi diffusi, quindi, un’ottica di tutela, si sono riuniti insieme costituendo un’associazione a marchio denominato ADI, con sede a Campobasso, al fine di definire una legislazione omogenea che determini i criteri di qualificazione.
Qualche settimana fa si è svolto il secondo convegno nazionale, nel corso del quale si è fatto il punto della situazione sulla normativa vigente in campo di classificazione regionale arrivando alla conclusione che deve essere diffusa a livello nazionale.

Alla Sardegna, che è la prima ad adottare una serie di norme in merito, si stanno, di fatto aggiungendo almeno una decina di regioni che intendono usufruire di questo tipo di ricezione; anche l’Umbria ha già varato una normativa specifica, senza considerare il fatto che già circa 35 realtà possono essere ascritte a questo tipo di strutture.
Peculiarità dell’albergo diffuso, inoltre, sta nell’apertura estesa a tutto l’arco dell’anno, nella diversità data dalla localizzazione territoriale e nel numero limitato di posti letto (generalmente non più di 30 posti letto) con spese decisamente competitive rispetto a qualsiasi altra struttura.
Ad oggi gli alberghi diffusi sono dislocati in Friuli Venezia Giulia, Molise, Puglia e Sardegna; vengono prediletti, inoltre in centri molto piccoli che assumono connotazione di paese incantato.

Come tutte le situazioni positive, infine, l’espansione è ormai alle porte.

A cura di Paola Bivona
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