A 11 ANNI DAL CROLLO, RIAPRE LA CATTEDRALE DI NOTO

29/06/2007

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La storia è nota a tutti: la sera del 13 marzo 1996 un crollo devastante riduceva in macerie la cupola, la lanterna, l’intera navata centrale, quella laterale destra, il transetto, i pilastri del lato destro della Cattedrale di Noto, pietra preziosa della città che il grande teorico dell’arte Cesare Brandi definì "giardino di pietra".
Un “morte” preannunciata, perchè la chiesa era già sopravvissuta al terremoto del 1990 e perché, nel 1727 la chiesa in costruzione subiva pesanti danni a causa di un movimento tellurico: ma niente in confronto a quanto accaduto 11 anni fa.

L’intervento di restauro, del tipo “conservativo”, ha cercato di preservare perfino i materiali (con numerosi conci e pietre calcaree riutilizzati), ferme restando le necessità di sostituzioni e adattamenti. Alcuni rinforzi strutturali sono stati ottenuti con l’uso di fibre di carbonio, mentre i più moderni congegni sono stati usati per sostituire i vecchi pilastri con i nuovi, con il minor impatto sulle parti non crollate.
La supervisione degli interventi è stata affidata al Politecnico di Milano, all’Università La Sapienza di Roma, all’Università di Catania, alla Berkley University ed il coordinamento dei lavori è stato svolto dal Dipartimento della Protezione Civile.
Oggi la cattedrale è più bella che mai e la sua inaugurazione è avvenuta nel modo più solenne: una messa alla quale hanno partecipato i più alti prelati della Chiesa Cattolica, dal prefetto per la Congregazione dei vescovi Gian Battista Re, al presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco, unitamente al presidente del Consiglio Romano Prodi ed al governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro.

Il lavoro, però, non si ferma: sono in arrivo fondi Ue per il restauro dei movimenti della Sicilia sud-orientale e si prevedono possibili sinergie con l’altro sito Unesco di Siracusa.
Unica “nota stonata” è stata caratterizzata dall’attrito tra i Beni Culturali e la Panther Oil e le sue trivelle, per la quale il sindaco della città Corrado Valvo ha fatto già la sua scelta di campo a favore della cultura piuttosto che del denaro. Dalla prossima programmazione dei Fondi Ue, infatti, si aspettano almeno 100 milioni di euro per completare il restauro dei monumenti dei Comunidel Distretto del Sud-Est e la Regione ha già ipotizzato l’inserimento di cinque misure Por per finanziare i cinque siti Unesco della Sicilia.

A cura di Paola Bivona
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