SCONTRO SICILIA-TEXAS

30/08/2007

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La società texana Panther Oil, è sempre più decisa a portare avanti la sua battaglia per l’estrazione di gas nella Val di Noto, città regina del Barocco e patrimonio dell’umanità. Il Tar di Palermo con una sentenza ha infatti annullato gli effetti del precedente blocco.
Dal suo luogo di vacanza, il governatore di Sicilia, l’onorevole Salvatore Cuffaro ammonisce “Non diano via ai lavori. In ogni caso, a settembre, il mio governo - promette - con procedura d'urgenza presenterà all'Assemblea regionale siciliana un provvedimento per chiudere definitivamente la questione”.

A riaprire la ferita sulle trivellazioni nel Val di Noto é stata una sentenza del tribunale amministrativo siciliano che, accogliendo il ricorso della Panther, ha di fatto consentito la realizzazione del pozzo di esplorazione “Eureka est”, ma bloccando quello del “Gallo Sud 1”.
Il ricorso parte dal fatto che all'assessorato regionale al Territorio avevano ritenuto necessario l'avvio del Via (valutazione d'impatto ambientale), ma la richiesta a quanto pare per inerzia burocratica sarebbe stata notificata alla società solo dopo che era già trascorso il periodo del silenzio-assenso previsto per legge.

”La decisione del Tar – si giustifica l'assessore al Territorio, Rossana Interlandi - non cambia però di una virgola le nostre scelte politiche sul Val di Noto che sono uniche e irreversibili: stop alle trivellazioni.
Contro le trivelle i sindaci della zone interessate. Il sindaco di Noto, Corrado Valvo: “Continueremo la nostra battaglia giudiziaria, politica ma soprattutto mediatica. Noto non può essere colonizzata”.
Per il vicesindaco di Siracusa e responsabile delle politiche culturali di An, Fabio Granata, “La sentenza Tar riapre una maglia che solo un atto politico può rimarginare”.
Giusto tre mesi or sono sembrava che con la comunicazione al Corpo siciliano delle miniere di avere rinunciato alle trivellazioni in un'area di 86 chilometri quadrati la questione fosse chiusa. Invece rimane una superficie complessiva destinata alle ricerche petrolifere di 746 chilometri quadri, sulla base delle concessioni ottenute dalla Regione siciliana nel 2004.
L’area di perforazione inetressata ai “tagli” comprendeva Noto (21 chilometri quadri), Ragusa (17), Modica (9), Scicli (1), Caltagirone (23) e Palazzolo Acreide (un chilometro quadro).
“Le dichiarazioni della Panther sono tutte una grande bufala - dice adesso il sindaco Corrado Valvo - La società ha mostrato di non avere interesse a lasciare la Val di Noto”.

Il progetto dei texani prevede nel corso di sei anni la perforazione di ventuno pozzi esplorativi entro l'ambito territoriale di 746,137 chilometri quadrati con un investimento è di 43 milioni di euro con “esclusivo obiettivo, formalmente dichiarato, di accertare esistenza di gas naturale nel sottosuolo economicamente sfruttabile”.
Un appello sulla polemica tra la Panther Oil, ambientalisti e amministratori locali, che si scopre mai sopita, fu lanciato tre mesi fa dalle pagine de “La Repubblica” dello scrittore siciliano Andrea Camilleri: “Salviamo il Val Di Noto – scriveva il padre del commissario Montalbano e unico intellettuale schieratosi contro la Panther - terra di inestimabili capolavori del tardo barocco”

A cura di Salvo Sbacchis
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