PREZZI IN CRESCITA CON RALLENTAMENTO DEL MERCATO

14/02/2008

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Il prezzo del mattone in Italia non ha ancora esaurito la sua carica espansiva, anche se complessivamente il mercato inizia a dare visibili segnali di rallentamento. In uno studio presentato a Milano, gli esperti di Scenari Immobiliari hanno calcolato per il 2008 un aumento medio dei prezzi delle abitazioni intorno al 4%, che insieme a quello della Germania è il più alto tra i più ricchi Paesi europei. In Francia l'apprezzamento è stimato intorno al 3,3%, in Spagna al 3,7%, in Inghilterra al 3,9%.
La buona dinamica dei prezzi si riflette anche sugli altri settori del real estate italiano: il settore turistico alberghiero godrà nel 2008 di un +4,3%, quello terziario del +4,5%, quello commerciale del + 3,5%. Tuttavia, nel corso di quest'anno, il fatturato immobiliare procederà con il freno tirato: la crescita si fermerà al 2,9%, mentre l'anno passato è stata calcolata con un tasso del 5% e nel 2006 del 5,6%.
“Continuo a essere ottimista sull'andamento del settore immobiliare nel 2008 - ha affermato il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia - perché la crisi è soprattutto concentrata nella fascia bassa del mercato, quella, per intenderci, che sta sotto i 250 mila euro”. Non a caso, a fronte di una crescita tra il 46 e il 50% dei prezzi per la residenza negli ultimi sette anni, l'anno scorso l'indebitamento delle famiglie italiane ha superato il 30% del Pil. A trascinare il mercato nei prossimi anni, per Breglia, saranno “le due grandi opportunità” rappresentate tanto dagli interventi urbanistici di trasformazione, quanto dalla movimentazione dei patrimoni esistenti

A breve Scenari Immobiliari pubblicherà un report interamente dedicato agli oltre 400 processi di trasformazione urbana in corso o in fase di lancio nelle città italiane e che nel prossimo decennio attiveranno investimenti per 100 miliardi di euro. Ma la vera risorsa per il real estate italiano è rappresentata dal patrimonio ora in mano a enti pubblici o privati e che potrebbe essere collocato sul mercato. Scenari immobiliari ha calcolato in 162 miliardi il valore del patrimonio, 78 di proprietà di soggetti pubblici (Comuni, 55 miliardi; Regioni, 15; e Asl, 8) e altri 84 nelle disponibilità dei privati (le assicurazioni detengono 22 miliardi di immobili “vendibili”, le banche 16 miliardi, i fondi previdenziali 14, quelli immobiliari 27, a cui si aggiungono i 5 che saranno gestiti dalle siiq).
“Il settore pubblico - ha pronosticato Breglia - sarà quello che accelererà di più questo processo di vendita e nel 2008 si attende una movimentazione tra i 2 e i 4 miliardi”.
Nell'ultimo decennio, le dismissioni in Italia hanno messo in circolazione 30 miliardi di euro, il 70% dei quali rappresentati da immobili per il terziario e negli ultimi cinque si è definitivamente consolidata la presenza in Italia di operatori finanziari esteri.
Dal 2002 a oggi sono ammontati a 11,2 miliardi di euro gli investimenti immobiliari di fondi e società quotate non italiane, che hanno dimostrato un interesse quasi esclusivo per il settore degli uffici (40%) e per quello commerciale (45%).

Fonte: www.demaniore.it
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