FIRMATO PROTOCOLLO PER PREVENIRE INFILTRAZIONI CRIMINOSE

10/06/2008

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Agli appalti pubblici, circa 40 nei prossimi 2 anni, per nuove opere e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che saranno realizzati in Toscana da Anas, Società che gestisce la rete stradale ed autostradale italiana, verranno applicate clausole e condizioni speciali per escludere le ditte che risultassero in rapporto con la criminalità organizzata.

Questa la principale novità introdotta dal protocollo di legalità firmato a Firenze il 4 giugno scorso dai prefetti dei dieci capoluoghi toscani e dal condirettore generale Legale e Patrimonio di Anas Carlo Bucci per prevenire i rischi di infiltrazione nel tessuto socio-economico della regione.

"In Toscana non c'è un radicamento della criminalità organizzata ma la regione può essere un territorio appetibile, come hanno dimostrato alcune indagini giudiziarie, per reinvestire proventi illeciti attraverso la partecipazione ad appalti pubblici", ha detto il prefetto di Firenze Andrea De Martino. "Alzeremo il livello di attenzione e più stretta si farà la maglia dei nostri controlli - ha assicurato il prefetto - sotto questo aspetto il protocollo rappresenta un robusto baluardo contro i tentativi di infiltrazione."

"L'accordo - ha poi spiegato il condirettore generale dell'Anas Bucci - nasce dalla volontà di favorire il potenziamento delle infrastrutture promuovendo la cultura della legalità e della trasparenza amministrativa".

Il protocollo è una tappa importante del percorso di cooperazione tra le prefetture della Toscana e le Forze di polizia impegnate in un'attività costante di monitoraggio degli appalti pubblici. Un documento analogo è già stato sottoscritto con Rete Ferroviaria Italiana e un altro sarà firmato con Terna- Rete Elettrica Nazionale.

Sempre nell'ottica della cooperazione, sono inoltre operativi i gruppi interforze coordinati dalle prefetture, con poteri di accesso nei cantieri per acquisire informazioni e documentazione sulle ditte sospette.

Fonte: Ministero dell'Interno © Riproduzione riservata



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