IL SISTEMA DELLE COSTRUZIONI AL CENTRO DEL PIANO CASA

01/10/2008

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Il Piano Casa vuole realizzare tutte le case che servono, e sono molte, e le vuole realizzare nel modo migliore. È inutile e controproducente costruire due o tre palazzine, qui e là, dove capita. Ogni casa deve avere accanto i suoi servizi pubblici e privati, il verde, le infrastrutture per la mobilità sostenibile e l'efficienza energetica. La vera sfida non è fare case comunque e dovunque. È necessario un salto di scala.
Le risorse che il Piano Casa offre devono essere poste al servizio di un grande progetto: realizzare 100 nuove città sostenibili, vivibili, accessibili. Queste città saranno realizzate senza sottrarre un solo metro quadro alle campagne coltivate o alle aree protette. Perché l'Italia è un grande territorio da riqualificare. Il Piano Casa interviene nelle parti più degradate del costruito, con interventi di demolizione e sostituzione, così come progetti ancora più ampi potranno restituire qualità e accessibilità alle campagne urbanizzate, pezzi di territorio che non sono più terreni agricoli ma non sono mai diventati città.

Per evitare la dispersione delle risorse del Piano Casa, dobbiamo stare molto attenti alla finanziarizzazione del settore. Il Piano Casa non deve diventare un gigantesco risiko, dove le vere poste in gioco non sono le case bensì la finanza ed i suoi derivati. Dobbiamo mettere in primo piano la qualità progettuale dei nuovi insediamenti, dialogare con i comuni per capire quali sono le aree migliori per intervenire, verificare tutte le condizioni di sostenibilità, da quelle ambientali a quelle economiche, quindi agire con la massima rapidità ed efficacia.

Solo in questo modo sarà possibile superare la dimensione del singolo intervento edilizio e giungere ad un ampliamento consistente della posta in gioco, con una leva industriale, in grado portare il numero di alloggi dagli annunciati 20 mila fino a 100/110 mila unità.

A tanto può ammontare, infatti, il contributo progettuale, realizzativo e gestionale del sistema delle costruzioni, con un utilizzo efficace degli strumenti finanziari previsti dal Piano.

Un effetto leva sui 700 milioni di euro di risorse statali coinvolte nel Piano, attraverso il cofinanziamento da parte di promotori privati che accettino la sfida dei Programmi integrati e dei meccanismi del project financing per interventi di housing sociale.

Una partnership industriale con il Sistema Integrato dei Fondi, che sono in grado di sostenere finanziariamente, per tutta la durata prevista, i programmi di intervento promossi dal sistema delle costruzioni.

Una città non si costruisce in un giorno: noi come produttori sappiamo quante difficoltà occorre superare per passare dalla carta alle case.

Fonte: ANCE © Riproduzione riservata



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