FUMATA NERA PER IL PIANO CASA

15/05/2009

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Ancora fumata nera per il Piano Casa ed in atto anche sull’ultima versione, predisposta dal Governo (versione del 7 maggio), del decreto legge recante “Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica ed opere pubbliche”, le Regioni non sono d’accordo poiché chiedono la modifica del testo di alcuni articoli; salta, quindi, una possibile intesa ed il provvedimento non sarà più all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi.
Ma andiamo con ordine e riassumiamo gli avvenimenti di ieri.
Al termine della Conferenza delle Regioni svoltasi in mattinata il presidente Vasco Errani si era mostrato moderatamente ottimista sulla possibilità di raggiungere un’intesa ed aveva dichiarato “Noi siamo pronti e vogliamo fare sul serio. Ora occorre verificare se ci sono i presupposti per raggiungere l’intesa perché si tratterebbe anche di innescare un’importante misura anticiclica capace, da una parte di rilanciare il settore dell'edilizia, e dall'altra, di fare arrivare nuove entrate per lo Stato”.
Tra i vari punti su cui le regioni insistono, rispetto al piano casa, c’è ”una conseguenza delle giuste scelte sulle norme antisismiche - ha aggiunto Errani - e cioè la necessità di una deroga per quanto riguarda le assunzioni di personale per poter garantire i controlli”. In sostanza, sintetizza Errani, servono “gli strumenti per far funzionare le norme antisismiche” ed è necessaria una ”azione coerente con gli obiettivi che abbiamo proposto”. Solo così secondo Errani, si potrà garantire un’”iniziativa anti ciclica” capace di ”portare nuove entrate allo Stato e di avviare una azione coerente per la messa in sicurezza delle abitazioni”.

L‘intesa, dunque, sul “piano casa” per il rilancio dell’edilizia sembrava possibile, anche se i problemi da risolvere erano parecchi ma l’incontro politico (svoltosi prima della Conferenza unificata del pomeriggio) tra il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, per la semplificazione Roberto Calderoni, il sottosegretario agli interni Michelino Davico e per le regioni il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani non ha avuto un esito positivo. I problemi da risolvere erano tanti e tra questi la semplificazione della procedura per la Valutazione ambientale strategica (Vas), l'inserimento degli sgravi irpef del 55 per cento per tutti i lavori di ristrutturazione degli immobili privati e una deroga agli enti locali per l'assunzione del personale tecnico per la gestione dell'attuazione delle norme antisismiche.
Al termine del confronto politico il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha dichiarato “Siamo ancora in attesa che il governo ci dia delle risposte sulle richieste di modifica al testo del decreto legge sulle misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica ed opere pubbliche”.
L’incontro si è, dunque, in buona sostanza, concluso senza che sia stato raggiunto un accordo ed Errani ha ribadito le richieste delle regioni necessarie per approvare il decreto. In particolare ha ricordato la richiesta della previstione nell’articolo 11, relativo al non utilizzo di immobili pubblici a rischio sismico (per i quali entro 6 mesi dalle verifiche della protezione civile e dei comuni, non siano stati avviati lavori di messa in sicurezza), di un piano di interventi quarantennale con l'individuazione delle relative coperture necessarie per reperire i fondi e per le assunzioni del personale tecnico da impiegare nelle verifiche. Le regioni chiedono poi un'altra modifica allo stesso articolo relativa agli sgravi Irpef del 55% che dovrebbe essere recepita, secondo i Presidenti, con un emendamento ad hoc al decreto legge sull'Abruzzo. “Questa sarebbe - ha detto Errani - una scelta fondamentale in grado di dare risorse all’erario e risposte ai cittadini”.

L'accordo, quindi, che molti davano quasi per raggiunto salta, la Conferenza unificata viene nuovamente rinviata ed il Ministro degli affari regionali Raffaele Fitto ha dichiarato che “E’ evidente che il testo sarà portato in Consiglio dei Ministri quando ci sarà un accordo fra tutti i soggetti; il governo non intende imporre nessuna accelerazione e non sarà qualche giorno in più a compromettere la validità del progetto”.
Nessuno decreto legge sul piano casa andrà, quindi, al Consiglio dei Ministri di oggi ed i tempi di un provvedimento nato per dare risposte urgenti all’attuale crisi, continuano a dilatarsi e sarebbe lecito chiedersi come possa essere definito decreto legge un simile provvedimento. Si tratta, in definitiva di un provvedimento che avrebbe potuto essere trattato alla stregua si un normale disegno di legge. Si continuano a dilatare anche se, in verità, alcune regioni sono in dirittura d’arrivo e, successivamente all’intesa stipulata in Conferenza Unificata dell’1 aprile 2009 hanno già predisposto le proprie leggi regionali.

ULTIMORA:
Il Presidente Silvio Berlusconi ha riferito al Consiglio di stamattina sugli esiti dell’esame in Conferenza unificata, avvenuto nella giornata di ieri, del pacchetto di norme costituenti il cosiddetto “piano-casa” ed ha confermato al Consiglio l’intendimento di esaminare un testo pienamente condiviso con Regioni ed autonomie locali; pertanto è stato deciso di rinviare l’approvazione del decreto-legge e del disegno di legge ad una prossima seduta.
Berlusconi, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri ha precisato “Non abbiamo discusso del piano casa perché avevamo assunto l'impegno di trovare l'accordo con le Regioni. Ieri non è stato trovato su un punto, ma le Regioni stanno procedendo con le leggi regionali per cui non ci saranno ritardi nei tempi e credo che entro luglio si potrà dare attuazione al provvedimento, così il piano sarà operativo dal primo agosto.”.

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A cura di Paolo Oreto
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