Crisi dell'Edilizia: Fotografata nel 18° Rapporto del Cresme

10/11/2010

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E' stato presentato ieri a Verona il 18° Rapporto Congiunturale e previsionale del mercato delle costruzioni del Cresme.
Dal Rapporto si evince come nel quadriennio 2007-2010 la contrazione del mercato è stata del 20%, la prima in assoluto dopo quelle del triennio 1975-1977 (-11,7%), del biennio 1993-1994 (-9,1 %) e del biennio 1982-1983 (-7,5 %).

Siamo, dunque, in presenza di una crisi più lunga (4 anni) e dagli effetti ben più rilevanti di quelle precedenti con una erosione di circa un quinto del mercato (20%).
I dati più rilevanti per il presente e per il futuro possono essere condensati:
  • nel peggioramento della stima relativa al 2010 rispetto a quanto previsto alla fine del 2009, passata da un meno 2,8% a meno 5,9%;
  • nella contrazione della crescita preventivata nel 2011 da un 1,6% a un +0,9%.

"Nella nostra previsione - ha sottolineato il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, nella sua presentazione - peggiorano i dati delle nuove costruzioni residenziali e, non residenziali, mentre migliora e torna positiva la stima degli investimenti in riqualificazione residenziale, ma in misura assai più contenuta rispetto alla perdita del nuovo. Il risultato è che nel 2010 il mercato delle costruzioni complessivamente registrerà un ulteriore calo intorno al 6%.
Mentre nel 2011, auspicando che il Piano Casa 2 e l'ampliamento del patrimonio esistente inizino a produrre i primi effetti sul mercato residenziale ripartirà un nuovo ciclo edilizio con una crescita comunque inferiore all'1%. In caso contrario anche il 2011 avrà un andamento in perdita e l'avvio del nuovo ciclo verrà rimandato al 2012. Ciò anche come conseguenza del trend ancora negativo del mercato pubblico dovuto allo 'slittamento' dei programmi delle grandi opere e alla contrazione della spesa degli enti locali, che nel 2010 tocca anche le Aziende Speciali. Più dinamica del previsto dovrebbe invece essere nel 2011 la domanda di riqualificazione residenziale che dovrebbe caratterizzare il prossimo ciclo edilizio".

A cura di Paolo Oreto
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