Rinnovo CNAPPC: elezioni aperte a tutti gli Architetti italiani

23/12/2015

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Tutti gli Architetti italiani iscritti regolarmente all'Ordine professionale potranno concorrere alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC per il quinquennio 2016-2021, fissate per l'11 febbraio 2016.

A darne comunicazione è stato il Ministero di Giustizia con la nota del direttore generale Marco Mancinetti del 16 dicembre 2015 che oltre a fissare la data delle prossime votazioni, ha anche stabilito che le comunicazioni per le candidature al Consiglio Nazionale dovranno arrivare entro il 21 gennaio 2016. 48 ore dopo questa data, sarà compito del CNAPPC pubblicare sul proprio sito internet le candidature arrivate. Il Ministero ha, anche, richiesto al CNAPPC di inviare entro l'11 gennaio 2016 il numero esatto degli iscritti a ciascun ordine in modo da consentire di predisporre in tempo le schede elettorali.

La domanda di candidatura dovrà contenere le seguenti informazioni:
  • il cognome e il nome;
  • il luogo, giorno, il mese e l'anno di nascita;
  • la residenza e l'indirizzo;
  • il giorno, il mese e l'anno di iscrizione all'Albo (nel caso di trasferimento da altro Ordine, quella di prima iscrizione);
  • l'Ordine territoriale in cui si è iscritti e il numero di matricola.

Pena la decadenza, la domanda di candidatura potrà essere presentata entro le ore 18.00 del 21 gennaio 2016 alla segreteria del Consiglio Nazionale (sito in Via di Santa Maria dell'Anima 16 - Roma) e dovrà essere sottoscritta in presenza della Responsabile della Struttura, Sig.ra Tamara Dante, o del dipendente all'uopo delegato, oppure dovrà pervenire nelle forme di legge (domanda in originale debitamente sottoscritta con allegata fotocopia non autenticata di un documento di identità in corso di validità anch'essa sottoscritta, trasmessa o per raccomandata AR, o tramite posta elettronica certificata all'indirizzo direzione.cnappc@archiworldpec.it, o tramite terzi e, in quest'ultima ipotesi, sarà rilasciata a cura della segreteria regolare ricevuta).

Le prossime elezioni porteranno ad un sostanziale rinnovamento della governance. Dell'attuale Consiglio, infatti, dei 15 consiglieri, ben 7 non potranno più ricandidarsi perché l'attuale normativa in tema di elezioni all'interno degli Ordini e Consigli Nazionali non consente la rielezione per 3 mandati consecutivi. Per tale motivo, non potranno candidarsi: il Presidente Leopoldo Freyrie, il tesoriere Pasquale Felicetti, l'ex Presidente Massimo Gallione ed i consiglieri Simone Cola, Matteo Capuani, Paolo Pisciotta e Domenico Podestà.

Nelle prossime settimane un resoconto dettagliato dell'operato dell'attuale consiglio e una analisi del bilancio dei 5 anni trascorsi.

Da segnalare la lettera inviata dall'attuale Presidente Leopoldo Freyrie al Ministro della Giustizia Andrea Orlando in riferimento alle proposte avanzate sulla modifica del sistema elettorale degli Ordini professionali.

"Le riforme proposte in merito alle nuove regole elettorali rendano ancora più moderni gli Ordini professionali, ma non ne affossino il fondamento democratico. Nonostante necessitino di una riforma a cui il Governo Monti ha solo in parte messo mano per adeguarli alla mutata realtà - si legge nel testo della lettera inviata da Freyrie al Ministro Orlando - gli Ordini hanno una caratteristica unica e fondamentale: sono uno dei pochi organismi di rappresentanza eletti a suffragio universale, una testa un voto, dove tutti gli iscritti sono candidabili. A parte il Parlamento, le Regioni, i Comuni nessun altro organismo pubblico ha questo livello di democrazia. Tant'è che tale modello venne ribadito nel 1944 dal Governo provvisorio di Ferruccio Parri".

"Il nuovo DPR - continua il Presidente Freyrie - pare preveda che, nonostante il sistema elettorale sia un proporzionale puro - chi prende più voti è eletto - senza voto di lista e con le cariche elette dal Consiglio, si sia introdotta una sorta di garanzia delle minoranze, da sistema maggioritario, tale che se un gruppo prende anche solo l'1 % avrà il 49% dei consiglieri. Paradossalmente se tutti votassero gli stessi o un numero minore di eleggibili, il Consiglio non avrebbe il numero legale. Si introdurrebbe anche un limite di mandato a 2 turni non solo per le cariche, ma per tutti i consiglieri, con una limitazione che non esiste né in Parlamento, né nei Consigli Regionali o Comunali. Tutto ciò assomiglia molto a una sospensione dei diritti democratici".

"E' evidente che un tale schema - continua Freyrie - al di là di aver confuso modelli elettorali differenti in un vero pasticcio che non ha esempi in alcun sistema occidentale, crea condizioni inaccettabili: la limitazione dei diritti degli iscritti di eleggere chi più li aggrada; la predisposizione di un contesto politicizzato tra maggioranza e opposizione, con un solo voto di differenza a orientare le decisioni; un tentativo artificioso di garantire il ricambio nei Consigli, che già avviene con una frequenza di un terzo o più degli eletti, ad ogni elezione".

Nella lettera al Ministro Orlando, il Presidente Freyrie ha sottolineato come gli Ordini provinciali degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori non gravano sul bilancio dello Stato, anzi forniscono quotidianamente servizi gratuiti alla Pubblica Amministrazione come la formazione professionale ai dipendenti pubblici (che la PA non riesce a fare), il volontariato tecnico alla Protezione Civile, le consulenze ai Comuni sui bandi e gare, la valutazione dei diplomi esteri in sussidiarietà al MIUR, ecc. Sarebbe sbagliato, stupido e farebbe danno all'intera comunità nazionale il tentativo, spero non vero, di bloccarne l'attività creando condizioni politiche da "lottizzazione", eliminando tout court una classe dirigente volontaria, gratuita e appassionata del servizio che dà alla comunità, l'umiliazione dei principi democratici in una istituzione che ha quasi cent'anni e non è stata toccata dagli scandali che invece hanno spesso colpito altre corpi fondamentali dello Stato. Così come l'idea, anche questa spero infondata, di affrettare l'ottenimento della delega dal Parlamento sul progetto di accorpamento degli Ordini provinciali senza una seria discussione non solo con il sistema ordinistico ma con il Parlamento medesimo".

La lettera del Presidente Freyrie si conclude con l'auspicio che si proceda "su una strada condivisa nella quale si voglia davvero completare la riforma con proposte, come le molte fatte da noi, che aiutino i professionisti italiani ad essere parte del sistema economico, facendo tesoro del patrimonio di democrazia e autonomia intellettuale e tecnica che ha tanto contribuito alla crescita dell'Italia".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it
     
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