Istat e Indici prezzi al consumo maggio 2017: Frena l’inflazione

16/06/2017

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L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Maggio 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di maggio 2017 con la nuova base 2015 sul valore di 101,10 con una leggera flessione rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del -0,2 % e quella annua del +1,40%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Maggio 2017 ed il 14 Giugno 2017, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2016 del +1,223202%.

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di maggio 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e registra un aumento dell’1,4% rispetto ad maggio 2016 (confermando la stima preliminare), da +1,9% di aprile.

La frenata dell’inflazione è dovuta in particolare ai prezzi di talune tipologie di prodotto, la cui crescita si riduce di ampiezza pur rimanendo sostenuta: gli Energetici non regolamentati (+6,8%, da +9,1% di aprile), i Servizi relativi ai trasporti (+3,2% da +5,5%) e gli Alimentari non lavorati (+3,8% da +4,7%).

Il rallentamento della crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti è la ragione prevalente del ridmensionamento dell’”inflazione di fondo”, sia al netto degli energetici e degli alimentari freschi (+0,7% da +1,1% di aprile) sia al netto dei soli Beni energetici (+1,0% da +1,3%).

La diminuzione su base mensile dell’indice generale è dovuta quasi esclusivamente ai ribassi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-2,2%), che risentono dell’effetto di fattori stagionali di segno opposto a quelli che ne avevano determinato la forte crescita nel mese di aprile (festività pasquali e festa della Liberazione).

Su base annua rallenta la crescita dei prezzi sia dei beni che dei servizi: la prima si attesta a +1,6% e la seconda a +1,4% (entrambi da +1,8% del mese precedente). Di conseguenza, dopo essere stato nullo ad aprile, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna ad essere negativo e pari a -0,2 punti percentuali.

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona salgono dello 0,1% su base mensile e dell’1,6% su base annua (era +1,8% ad aprile).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e dell’1,8% su base annua, in attenuazione da +2,2% del mese precedente.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,1% su base mensile e cresce dell’1,6% su base annua (la stima preliminare era +1,5%), da +2,0% di aprile.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +1,050% e l'indice biennale al +0,750%
L'Istat spiega che, nel mese di maggio 2017, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione e (+0,6%), Prodotti  alimentari e bevande analcoliche (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Mobili, articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (-1,4%), Comunicazioni (-0,6%) Ricreazione, spettacoli e cultura, Altro beni e servizi (-0,1%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+3,7%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,0%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,9% per entrambi), Altri beni e servizi (+0,9%),

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,5%), Abbigliamento e calzature (+0,4%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,2%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati nel capitolo Mobili, articoli e servizi per la casa,
Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Comunicazioni (-3,1%), Istruzione (-0,9%).
Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati soltanto nelle città di Bolzano (+2,2%), Venezia  (+2,0%), Trento (+1,9%), Trieste, Genova e Milano (+1,8% per tutte e tre), Firenze (+1,7%), Catanzaro (+1,6%), Palermo e Napoli (+1,5% per entrambe), Roma e Bari (+1,4% per entrambe),  Bologna e Perugia (+1,3% per entrambe), Cagliari e Aosta (+1,1% per entrambe), Potenza (+1,0%), Torino (+0,9%), Ancona (+1,2% per entrambe),

I prossimi indici saranno pubblicati il 14 Luglio 2017.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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