Servizi di Ingegneria e Architettura: il Comune di Molfetta li paga in 'pubblicità'

19/11/2018

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Servizi di Ingegneria e Architettura: il Comune di Molfetta li paga in 'pubblicità'

Ecco un altro esempio di come il mancato raccordo tra le disposizioni che regolano i contratti pubblici e la giustizia amministrativa, può generare mostri che nella pratica si traducono in polemiche e nuovi contenziosi.

Nonostante l'art. 24 comma 8, 8-bis e 8-ter preveda espressamente l'obbligo di utilizzo del DM 17/06/2017 (c.d. decreto Parametri) per la determinazione dell'importo da porre a base di gara per i servizi di ingegneria e architettura e benché successivamente sia anche stata prevista una norma sull'equo compenso (art. 19-quaterdecies del D.L. n. 148/2017 convertito dalla legge n. 172/2017), i Tribunali Amministrativi Regionali hanno insistito nella loro tesi per la quale non è possibile rinnegare a priori appalti di servizi a titolo gratuito qualora al professionista può corrispondere un’utilità economica in senso lato (ad esempio il ritorno di immagine) diversa da quella meramente finanziaria.

Il nuovo "mostro" generato da questa impasse, ha visto il Comune di Molfetta (Ba) pubblicare una manifestazione di interesse rivolta a professionisti under 40 per il supporto alla progettazione del Piano di Adeguamento del Piano Regolatore Generale Comunale al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Supporto che, nel dettaglio, prevede:

  • attività di rilievo e verifica sui luoghi;
  • predisposizione di elaborazioni specialistiche e di dettaglio;
  • ogni altra attività richiesta dal Progettista senior (a cui è affidato il servizio) conforme alla tipologia di incarico.

Attività per le quali il Comune di Molfetta richiede diplomati e/o laureati iscritti ai rispettivi Albi professionali che abbiano conoscenza dell'ambiente cartografico GIS per la presentazione dei vari elementi del Piano nella forma richiesta dagli standard regionali per i Piani urbanistici.

Ma, soprattutto, un incarico che per il Comune di Molfetta è da attribuirsi a titolo gratuito "in quanto il corrispettivo, prescindendo da una stretta utilità economica e spostandosi su leciti elementi immateriali inerenti il fatto stesso del divenire ed apparire esecutore della prestazione richiesta dall'Amministrazione, si concretizza come effetto di potenziale promozione esterna dell'affidatario, come conseguenza della comunicazione al pubblico dell'esecuzione della prestazione professionale".

Secondo il Comune di Molfetta "l'utilità economica del contraente non è finanziaria ma è insita nel fatto stesso di poter eseguire la prestazione contrattuale, costituendo un apprezzabile miglioramento del curriculum, elemento di fondamentale importanza proprio per un giovane professionista". Giustificata, secondo il Comune pugliese, dalla Sentenza del Consiglio di Stato 3 ottobre 2017, n. 4614 che avrebbe sdoganato gli appalti a titolo gratuito affermando (leggi articolo), riconoscendo l’utilità "non finanziaria" costituita dal potenziale ritorno di immagine per il professionista.

Niente paura però, è anche prevista una cifra complessiva di 4.000 euro da ripartirsi tra tutti i "giovani professionisti" selezionati, a titolo di rimborso spese sostenute per l'espletamento dell'incarico.

Ciò che dovrebbe far riflettere è come il Comune di Molfetta non abbia esitato a giustificare l'incarico gratuito, mettendo in campo l'importanza del curriculum per un giovane professionista che voglia entrare nel mondo dei lavori pubblici. Elemento vero che, però, non giustificherebbe una richiesta che non possiamo certamente definire "etica", e questo a prescindere da qualsiasi norma o sentenza.

Alla pubblicazione del bando, è seguita subito la reazione dell'OICE (leggi articolo), alla quale seguiranno certamente quella dei Consigli Nazionali delle professioni tecniche, certi però che anche in caso di ritiro dell'avviso, lo stallo tra le disposizioni del Codice dei contratti e le decisioni della giustizia amministrative, genereranno nuovi bandi a titolo gratuito con nuovi ricorsi, sentenze, perdite di tempo ma soprattutto di denaro di tutti i contribuenti.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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