Regione Siciliana: Ingegneri e Architetti contro l'Ufficio speciale per la progettazione di opere pubbliche

16/11/2018

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Fuoco incrociato contro l'Ufficio speciale per la progettazione di opere pubbliche, recentemente istituito nella Regione Siciliana (leggi articolo). Dopo Inarsind (leggi articolo) e OICE (leggi articolo), anche Architetti e Ingegneri contro la scelta di centralizzare i servizi di progettazione.

Da una parte la Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia, che fondano le loro riflessioni sulla necessità di distinguere in maniera chiara controllori e controllati, riservando ai liberi professionisti la progettazione ed ai pubblici dipendenti il controllo del processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo; dall'altra la presa di posizione dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Agrigento che con il suo Presidente Alfonso Cimino sottolinea come una centrale di progettazione di dipendenti pubblici, privi di mezzi hardware e software, non potrebbe mai progettare il futuro delle città e del territorio siciliano.

Gli Ingegneri di Sicilia hanno affidato il loro pensiero ad una lettera inviata al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nella speranza di poter avviare un dialogo su questo importante tema.

"Le motivazioni delle nostre rimostranze - afferma il Presidente della Consulta Ing. Giuseppe Maria Margiotta - sono le stesse avanzate in campo nazionale e possono essere riassunte nella necessità di garantire la qualità delle prestazioni professionali e la trasparenza nel processo di esecuzione delle opere pubbliche, ritenendo in tal senso che sia necessario puntare ad una chiara distinzione tra controllori e controllati, riservando ai liberi professionisti la progettazione ed ai pubblici dipendenti il controllo del processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo".

Gli Ingegneri di Sicilia hanno sottolineato come tutti i tentativi di affidare la progettazione interna alle stazioni appaltanti, attribuendo ai privati (siano essi liberi professionisti o direttamente ai contraenti generali, concessionari, etc.) competenze in materia di verifica dei progetti e collaudo delle opere, hanno alimentato varianti in corso d’opera, contenziosi ed incompiute.

"Per questi motivi - continua il Presidente Margiotta - siamo contrari alla iniziativa regionale di creare, ancorché per tre anni, il nuovo organismo, che non sarà in grado di assicurare la qualità delle prestazioni professionali garantite dalla concorrenza e dal mercato, intanto per carenza di strumenti e di aggiornamento continuo, in secondo luogo per l’endemica carenza di personale tecnico nelle strutture tecniche periferiche, che verrebbero ancor più depauperati del già scarso organico".

Gli Ingegneri hanno, inoltre, sottolineato come alla vigilia dell’entrata in vigore del BIM e delle procedure informatizzate (ad esempio con l’introduzione dei SUE) "occorrerebbe piuttosto investire risorse per un corposo piano di formazione e dotazione delle stazioni appaltanti che dovranno imparare a “leggere” i nuovi standard progettuali e implementare le strutture tecniche regionali con nuovo personale qualificato, anziché immaginare di centralizzare l'attività progettuale mettendo all'angolo i liberi professionisti che investono in formazione, innovazione, ricerca per competere sul mercato, che attraversano un lungo profondo momento di crisi  e verso i quali il Governo regionale ha mostrato fin qui grande sensibilità".

La lettera si conclude evidenziando l’esigenza di rafforzare i ruoli tecnici delle Amministrazioni per le fasi di programmazione e controllo del processo di esecuzione delle opere pubbliche e non per l’attività di progettazione in house, che rischierebbe solo di riproporre "modelli anacronistici".

Decisa è anche la presa di posizione del Presidente degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, che ha chiesto un incontro urgente con il Presidente Musumeci per rivedere l’istituzione di questo Ufficio che "in un momento di grande crisi, potrebbe incidere sulla libera professione e, quindi, sul buon andamento degli studi professionali".

"Ad aprile scorso - afferma Cimino - la situazione è stata ampiamente dibattuta durante l’assemblea regionale degli Architetti, alla quale era presente l’assessore regionale Falcone, anche alla luce delle rilevazioni del Cresme, secondo il quale è evidente la criticità della condizione degli studi professionali. Situazione, questa, che ha portato a un azzeramento del fatturato dei liberi professionisti del settore tecnico, negli ultimi anni".

"Tra l’altro - conclude Alfonso Cimino - nella nostra provincia dove mancano infrastrutture, messa in sicurezza di scuole e di edifici pubblici e decoro urbano non può una centrale di progettazione di dipendenti pubblici, privi di mezzi hardware e software, progettare il futuro delle nostre città e del nostro territorio poiché da anni gli stessi sono deputati alla gestione e al controllo”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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