Codice dei contratti: Il testo aggiornato con le modifiche introdotte dal dl semplificazioni

15/02/2019

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Codice dei contratti pubblici: un cantiere aperto per il quale non vengono individuate dal Governo e dal Parlamento soluzioni idonee per adeguarlo alle richieste di coloro che affermano che il blocco delle opere e degli investimenti pubblici sia dovuto ad una normativa che, a distanza di tra anni dall’entrata in vigore, incontra sempre più soggetti che desiderano cambiarla.

Noi da parte nostra non possiamo fare altro che fornirvi un testo coordinato sia con note che senza del Codice dei contratti pubblici aggiornato alle ultime modifiche introdotte dal decreto-legge 14 dicembre 2018 coordinato con la legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12.

Cogliamo l’occasione per ricordare che non sono state, ancora, completate le audizioni che si stanno svolgento all’8a commissione del Senato (Lavori pubblici, Comunicazioni) relativa all’indagine conoscitiva sul Codice dei contratti pubblici iniziata nella seduta del 25 ottobre 2018 e non ancora completata in quanto mancano le audizioni, tra gli altri, di alcuni importanti soggetti quali:

  • ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione;
  • ANAS;
  • ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani;
  • Confindustria;
  • Corte dei Conti;
  • Prefetture (Ministero dell'Interno);
  • Provveditorati alle Opere Pubbliche (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

Non sappiamo quando sarà conslusa l’indagine conoscitiva del Senato ma sappiamo che si è già conclusa il 10 settembre e, quindi, da oltre 5 mesi la consultazione on line avviata dal Ministero delle infrastrutture e trasporti sempre sul Codice dei contratti, propedeutica ad una proposta di riforma dello stesso Codice.

Continuiamo a pensare, quindi, che, come abbiamo affermato in una nostro precedente articolo, mentre il dottore studia il paziente muore. Sembra che il Governo, dopo consultazioni on line ed indagini conoscitive, non abbia, ancora oggi, a quasi nove mesi dell’insediamento, deciso come intervenire e le notizie di corridoio rimbalzano tra la decisione per  un decreto legge, che avrebbe la caratteristica di poter entrare in vigore entro 60 giorni dalla presentazione, un disegno di legge delega che, dopo l’entrata in vigore, trasferirebbe ad un decreto legislativo le individuate modifiche al Codice dei contratti e un disegno di legge specifico, d’iniziativa o governativa o parlamentare, che potrebbe non avere una corsia preferenziale, intruppato tra i tanti provvedimenti che si inseguono tra Camera e Senato. Noi pensiamo che la soluzione più rapida potrebbe essere quella di un decreto-legge che, sulla base delle tante audizioni degli operatori del settore, potrebbe essere predisposto con grande rapidità, magari partendo da quelle modifiche che è obbligatorio inserire per rispondere alla recente lettera di costituzione in mora da parte della Commissione europea (leggi articolo).

Il problema è che, ancora oggi, a distanza di quasi 9 mesi dall’insediamento, continua la politica degli annunci ed il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che ieri al Mit ha incontrato una delegazione dell'Ance, guidata dal presidente Gabriele Buia ha dichiarato, continuando, appunto,  la politica degli annunci "È evidente che il Codice dei contratti pubblici va cambiato in modo organico e non affrettato. Al tempo stesso, però, ci sono delle modifiche che possono essere anticipate in un decreto legge sblocca-cantieri ormai assolutamente necessario e improrogabile per dare presa concreta agli investimenti su cui il governo sta facendo un grande sforzo e per accelerare il rilancio del settore delle costruzioni".

In verità non c’era necessità di un ulteriore incontro con l’ANCE per capire che il Codice dei contratti va cambiato perché era chiaro a tutti anche prima dell’insediamento del nuovo Governo a giugno dell’anno scorso. E, tra l’altro, che avrebbe dovuto essere modificato era stato già detto dallo stesso Toninelli il 31 luglio 2018 in occasione delle Comunicazioni al Senato circa le linee programmatiche del MIT quando aveva affermato “Dobbiamo ridare slancio agli appalti pubblici, che possono diventare una leva fondamentale della politica economica del Paese, garantendo sviluppo sostenibile e aumento dell’occupazione. Negli ultimi anni, questo settore sta attraversando una fase di crisi, determinata per buona parte dalle incertezze interpretative e da talune rigidità generate dal nuovo codice dei contratti pubblici" (leggi articolo).

Il pensiero sul Codice dei contratti del Ministro Toninelli, tra l’altro è stato reso pubblico, anche, il 19 novembre 2018, nel corso del sopralluogo nei cantieri Anas e Rfi in Sicilia, quando ha dichiarato “C’è una maggiore presenza dello Stato in Sicilia, lo Stato è tornato. E la Sicilia è una delle massime priorità. Cosa fare per accorciare i tempi? Uno dei tavoli più importanti, delicati e tecnicamente rilevanti che stiamo portando avanti è quello sul Codice degli appalti. Il centro di questo lavoro è Palazzo Chigi e tra poco ci sarà una prima bozza. L’obiettivo è semplificare e chiarire le norme per sbloccare gli investimenti”.

Dal 19 novembre 2018 sono passati quasi tre mesi e forse la “prima bozza” si è persa tra i corridoi del MIT.

Speriamo che questa politica degli annunci (leggi articolo) termini al più presto e che il Governo che ha la responsabilità di questa situazione decida di passare ai fatti adottando la strada che ritiene più opportuna per arrivare, nel più breve tempo possibile, ad una madifica del Codice dei contratti pubblici condivisa con gli operatori del settore. Noi lo speriamo e ci auguriamo che questa nostra speranza non sia vanificata dagli impegni per la prossima campagna elettorale delle elezioni europee ma la speranza è l’ultima a morire.

In allegato il testo del Codice dei contratti coordinato e con note ed il testo del Codice dei contratti coordinato e senza note.

A cura di arch. Paolo Oreto

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