Quarto e Quinto Conto Energia: conforme al diritto UE la riduzione delle tariffe incentivanti in materia di energie rinnovabili

08/08/2019

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Non contrasta con il diritto euro-unitario la disciplina nazionale di cui al IV (D.M. 5 maggio 2011) ed al quinto conto energia (D.M. 5 luglio 2012) nella parte in cui si prevede la riduzione, o persino la soppressione, delle tariffe incentivanti in precedenza stabilite per l’energia prodotta da impianti solari fotovoltaici.

Lo ha chiarito la Corte di giustizia UE con la Sentenza 11 luglio 2019, intervenuta nelle cause riunite C-180/18, C-286/18 e C-287/18, aventi ad oggetto tre domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Consiglio di Stato (Italia), con ordinanze del 25 gennaio 2018.

In particolare, le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione dell’articolo 3, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. Domande presentate nell'ambito delle controversie contro il Ministero dello Sviluppo economico, in merito alla legittimità di un decreto ministeriale e del diritto di tali imprese di fruire delle tariffe incentivanti stabilite in un precedente decreto ministeriale.

Le ricorrenti nei procedimenti principali hanno impugnato, dinanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, il V Conto Energia, che ha notevolmente ridotto gli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici. Esse hanno chiesto di fruire della tariffa incentivante più vantaggiosa prevista dal IV Conto Energia, facendo valere che gli impianti interessati soddisfacevano le condizioni per beneficiare del sistema di incentivazione previsto da quest’ultimo conto energia.

La Corte UE, dopo una ricostruzione della normativa europea e di quella italiana, ha dichiarato che l’articolo 3, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, letto alla luce dei principi di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale, come quella italiana, che consente a uno Stato membro di prevedere la riduzione, o perfino la soppressione, delle tariffe incentivanti in precedenza stabilite per l’energia prodotta da impianti solari fotovoltaici.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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