Permesso di costruire in sanatoria: entro quando può essere impugnato?

13/01/2020

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Permesso di costruire in sanatoria: entro quando può essere impugnato?

Entro quando può essere impugnato un permesso di costruire in sanatoria?Cosa significa "piena conoscenza" e quali sono i tempi da rispettare?

Domande a cui ha risposto la Sezione Sesta del Consiglio di Stato con la sentenza n. 191 del 9 gennaio 2020 che ha accolto l’appello incidentale proposto dalla società controinteressata, relativo alla richiesta di riforma di una sentenza di primo grado concernente un diniego del permesso di costruire in sanatoria.

  1. Impugnazione permesso di costruire in sanatoria: il caso di specie
  2. Il ricorso e l'appello incidentale
  3. Il termine decadenziale per presentare ricorso
  4. Il significato di piena conoscenza

Impugnazione permesso di costruire in sanatoria: il caso di specie

Con sentenza di primo grado, il TAR si era espresso negativamente in merito al ricorso presentato dagli appellanti per l'annullamento di un permesso di costruire in sanatoria e variante rilasciato dal Comune in favore della controinteressata. Ricostruiti i fatti, il TAR, pur individuando una serie d’interventi non conformi alla disciplina urbanistica, respingeva i principali motivi d’impugnazione e confermava il permesso di costruire in sanatoria.

Il ricorso e l'appello incidentale

Da qui il ricorso avverso la sentenza di primo grado e l'appello incidentale della controinteressata che ha eccepito l’irricevibilità del ricorso notificato oltre il termine di decadenza.

Considerata pregiudiziale la cognizione dell’appello incidentale proposto dalla società controinteressata, che eccepisce l’irricevibilità del ricorso di primo grado, perché notificato oltre il termine di decadenza decorrente dal rilascio (e pubblicazione nell’albo pretorio) del permesso di costruire in sanatoria e variante.

Il termine decadenziale per presentare ricorso

L’appellante incidentale, oltre a dedurre la peculiare natura del permesso di costruire in sanatoria la cui impugnazione da parte del terzo, contrario al rilascio del titolo in sanatoria, esigerebbe il rispetto del termine decadenziale decorrente dalla pubblicazione del titolo nell’albo pretorio, si fonda su una serie d’indizi che provano l’avvenuta conoscenza del titolo impugnato al momento del rilascio. In particolare, prima del rilascio dell'originario permesso di costruire, il ricorrente aveva espressamente formulato con istanza inoltrata al Comune la richiesta di revoca del titolo. Stessa cosa accade per il permesso di costruire in sanatoria, per il quale i ricorrenti hanno effettuato un accesso agli atti successivamente alla domanda di rilascio (giugno 2011).

Il significato di piena conoscenza

I ricorrenti, dunque, hanno avuto la possibilità di piena conoscenza dell’atto impugnato fin dal momento della pubblicazione nell’albo pretorio del titolo, sì dal doversi ritenere tardiva l’impugnazione notificata oltre un anno dopo il rilascio del titolo edilizio.

I giudici di Palazzo Spada hanno condiviso l’indirizzo giurisprudenziale a mente del quale chi eccepisce la tardività deve provare, anche in via presuntiva, la concreta anteriore conoscenza del provvedimento lesivo in capo al ricorrente (ad esempio, ai sensi del combinato disposto degli artt. 20, comma 6, e 27, comma 4, del DPR n. 380/2001, ovvero alla effettiva comunicazione all’albo pretorio del comune del rilascio del titolo edilizio; alla consistenza del tempo trascorso fra l’inizio dei lavori e la proposizione del ricorso; alla effettiva residenza del ricorrente in zona confinante con il lotto su cui sono in corso i lavori; ecc. ecc.)

A ciò fa riscontro l’onere in capo a colui il quale intenda contestare adeguatamente un titolo edilizio di esercitare sollecitamente l’accesso documentale. In altri termini, al fine di ponderare il rispetto del termine decadenziale per proporre l’azione di annullamento, il termine per impugnare il permesso di costruire decorre dalla piena conoscenza del provvedimento, che ordinariamente s'intende avvenuta al completamento dei lavori, a meno che (come nel caso di specie) è data prova di una conoscenza anticipata da parte di chi eccepisce la tardività del ricorso anche a mezzo di presunzioni semplici.

Fra queste, ha particolare consistenza, all’esito dell’accesso agli atti, l’avvenuta conoscenza degli atti del procedimento di rilascio del titolo edilizio, dovendo essere salvaguardato l'interesse del titolare del permesso di costruire a che l'esercizio di detta tutela venga attivato e non irragionevolmente differito nel tempo, determinando una situazione di incertezza delle situazioni giuridiche contraria ai principi ordinamentali.

In definitiva, è fondato l’appello incidentale con conseguente inammissibilità dell’appello principale.

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A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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