Decreto Semplificazioni, le proposte su edilizia, lavori pubblici, ecobonus e sisma bonus

01/08/2020

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Decreto Semplificazioni, le proposte su edilizia, lavori pubblici, ecobonus e sisma bonus

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale” (c.d. Decreto Semplificazioni) sono state apportate parecchie modifiche alla disciplina che riguarda il D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti pubblici) e il DPR n. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia).

Decreto Semplificazioni: modifiche operative ma transitorie

Come detto, parecchie sono le modifiche apportate alla disciplina che riguarda il Codice dei contratti (leggi articolo) e a quella sulle norme edilizie (leggi articolo). Modifiche che sono già immediatamente operative ma che attendono comunque la conferma della conversione in legge partita al Senato.

E proprio sulla conversione in legge stanno provando ad incidere i principali soggetti interessati nelle audizioni che sono già cominciate presso Commissioni riunite 1ª (Affari Costituzionali) e 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato della Repubblica.

Decreto Semplificazioni e Codice dei contratti: le proposte della Rete delle Professioni Tecniche

Tra le audizioni andate in scena nei giorni scorsi, la Rete delle Professioni Tecniche ha presentato una memoria che riporta le proposte emendative in massima parte riguardanti le misure in materia di lavori pubblici e di edilizia.

Per quanto concerne i lavori pubblici, le proposte possono essere riassunte nei seguenti punti:

  • gare di progettazione di lavori di ingegneria e architettura (sia sotto che sopra soglia) mediante l’utilizzo delle procedure semplificate già previste per l’affidamento di lavori, servizi e forniture;
  • introduzione di disposizioni volte a chiarire e semplificare i contenuti necessari dei livelli di progettazione;
  • rilancio delle attività dei professionisti tecnici prevedendo, sino al 31 dicembre 2021, l’affidamento prioritario dei servizi di progettazione agli operatori economici di cui all’art. 46, co. 1 del codice e disponendo la opportuna esternalizzazione dell’affidamento della progettazione, allo scopo di qualificare il progetto e di rendere l’iter amministrativo più snello;
  • rendere meno onerosa la partecipazione alle gare di affidamento diretto, senza tuttavia incidere negativamente sulle disposizioni a tutela della legalità e trascurare in particolare le misure antimafia;
  • Collegio Tecnico Consultivo nominato di comune accordo fra Stazione appaltante ed appaltatore e, comunque, composto da soggetti dotati di esperienza pratica nel settore;
  • istituzione di un Fondo di rotazione per l’affidamento di servizi d’ingegneria ed architettura e la relativa cabina di regia da istituire presso il MIT;
  • modifica della regolarità fiscale dei concorrenti alla procedura di gara, volta, da un lato a tutelare le posizioni della stazione appaltante e, dall’altro, ad eliminare la possibilità di esclusione dell’operatore economico che non sia in regola con il pagamento di imposte e tasse qualora questi abbia pagato o si sia impegnato a pagare nel corso della procedura di gara.

Decreto Semplificazioni, edilizia e superbonus la Rete delle Professioni Tecniche chiede maggiori tutele per il professionista

In riferimento alla prossima approvazione dei provvedimenti che daranno attuazione agli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio), recentemente convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, la RPT ha chiesto diversi interventi: da una effettiva implementazione del principio di sussidiarietà dalle amministrazioni nei confronti dei professionisti tecnici ad una serie di norme volte a snellire il d.P.R. 380/2001, nelle more della sua integrale riforma.

Particolare attenzione all’argomento “responsabilità professionale”, soprattutto sul termine di decorrenza dei termini prescrizionali. Chieste, infine, una serie di modifiche atte a favorire l’uso degli strumenti elettronici finalizzati, ad esempio, ad incrementare l’uso della PEC, ed assicurando al completamento dei percorsi di transizione digitale, con l’obiettivo di agevolarne l’operatività e di velocizzare le comunicazioni tra professionista ed amministrazioni.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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