Codice Appalti, le richieste di modifica del correttivo

Restano appena 21 giorni per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del primo decreto correttivo al D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice Appalti) che, dopo l'avvis...

28/03/2017
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Codice Appalti, le richieste di modifica del correttivo

Restano appena 21 giorni per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del primo decreto correttivo al D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice Appalti) che, dopo l'avviso di rettifica del 15 luglio 2016, dovrà provvedere a sistemare le numerose falle trovate nel corso del primo anno di applicazione e mettere d'accordo gli operatori del settore.

Come è ormai noto, il correttivo è già stato assegnato alle competenti commissioni (VIII Ambiente, V Bilancio e XIV Politiche dell'Unione Europea) della Camera dei Deputati che dovranno esprimere il loro parere entro il 5 aprile dopo il quale resteranno appena 13 giorni alla scadenza della delega.

Di seguito tutti testi in lavorazione alla Camera:

Ricordiamo che sul correttivo si sono già espressi:

  • la Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche (ANIE) che ha sottolineato l'importanza di un Correttivo che punti a valorizzare le imprese ad alto contenuto tecnologico e quindi alla modifica del sistema di qualificazione. In particolare "attraverso puntuali modifiche in tema di qualificazione, in linea con quanto già previsto in tema di aggiudicazione dal Codice, che opportunamente va nella direzione di premiare le offerte delle imprese più competitive dal punto di vista dell'innovazione, della sostenibilità ambientale e della qualità tecnologica, non basandosi esclusivamente sul mero criterio economico";
  • Enel, Eni, Poste e Terna che insieme alla stessa Anie hanno richiesto di chiarire che gli obblighi di trasparenza e pubblicità non si applicano alle società quotate né alle società da esse partecipate;
  • la Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA Impianti) che, con una critica puntuale al sistema della qualificazione e del subappalto, ha contestato la norma contenuta all'art. 105, comma 22 che permette anche al titolare dell'appalto di usufruire di una quota di qualificazione derivante dal lavoro dei subappaltatori;
  • la Federazione Industrie e Costruzioni (Finco) che, in una accorata lettera al Presidente del Consiglio e per conoscenza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha parlato del correttivo come di gravissimo passo indietro.

Sull'argomento correttivo è intervenuto anche il deputato Claudia Mannino con una puntuale memoria in cui si è contestato il metodo di lavoro ed in particolare 3 problematiche:

  • il disallineamento tra le norme del Codice (e del correttivo) e quanto stabilito dalla legge delega e dai principi delle direttive comunitarie;
  • la prematura, ma tuttavia obbligata, opera di modifica a meno di un anno dall'entrata in vigore del Codice (correzioni che sarebbero dovute intervenire in un momento successivo ed a seguito della concreta applicazione di tutte le nuove disposizioni);
  • il ritardo nell'attuazione della disciplina (in particolare, nella emanazione dei decreti ministeriali) e la dubbia natura giuridica delle linee guida ANAC.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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