Bandi di gara, stop alla pubblicazione sui giornali
Con un’enensima modifica al Codice dei contratti, Il decreto-legge approvato del Consiglio dei Ministri, contiene una modifica agli articoli 66, comma 7 e 122, comma 5 con la soppressione della pubblicità di bandi e avvisi su quotidiani a livello nazionale e locale e del relativo obbligo di corresponsione delle spese da parte dell'aggiudicatario nei confronti delle stazioni appaltanti nei successivi 60 giorni dall'aggiudicazione.
I bandi e gli avvisi saranno pubblicati soltanto sulla gazzetta ufficiale, sul sito web dell'Ente appaltante(e sull'albo pretorio, sul sito del Ministero delle infrastrutture e sul sito dell'Osservatorio.
Il Premier Matteo Renzi ha definito l’attuale sistema di pubblicazioni sulla carta stampata “antistorico” ed ha, anche, aggiunto che “l'innovazione di questa norma non piacerà agli editori” anche se “non tocchiamo il fondo per l'editoria, almeno per adesso”.
Ma la novità ha suscitato, ovviamente le lamentele degli editori e Giorgio Santilli sul Sole 24 Ore ha osservato che “Tutti i tentativi fatti finora da parte della Pa di sistematizzare un bollettino elettronico degli appalti sono miseramente naufragati per l'incapacità della pubblica amministrazione di organizzarlo garantendo performance accettabili”.
Dalla cancellazione dell’obbligo di pubblicazione dei bandi sui quotidiani, il Governo pensa di risparmiare a livello centrale 100 milioni di euro, ma le economie dovrebbero essere maggiori se si considerano anche le minori uscite per regioni ed enti locali anche se le modalità di pubblicazione online non sono ancora chiare.
Taglio dell’Irap
Per quanto riguarda l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), è previsto un taglio del 10% con la riduzione dell'aliquota principale dal 3,9% al 3,5%. La rimodulazione delle aliquote si applicherà a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e, quindi, dal 2014.
Ne beneficieranno tutte le categorie di contribuenti e il beneficio finanziario per le imprese nel 2014 è stato stimato in circa 700 milioni. Da indiscrezioni sembra che nel testo del decreto sia stata inserita una clausola salva-gettito, per limitare il più possibile la riduzione delle entrate nelle casse dello Stato nel 2014.
A cura di Gabriele
Bivona