DURC online: dal Ministero del Lavoro indicazioni operative sulle ultime modifiche

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha fornito le prime indicazioni operative sulla disciplina del Durc online a seguito ...

07/11/2016
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DURC online: dal Ministero del Lavoro indicazioni operative sulle ultime modifiche

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha fornito le prime indicazioni operative sulla disciplina del Durc online a seguito delle modifiche introdotte dal D.M. 23 febbraio 2016 e dal D.M. 23 febbraio 2016.

La circolare n. 33 del 2 novembre 2016 prende in esame le modifiche apportate al D.M. 30/01/2015, recante la disciplina del DURC online, che hanno riguardato, in particolare, due articoli del Decreto: l’art. 2, che definisce l’ambito soggettivo e oggettivo della verifica e l’art. 5, che detta regole specifiche per le imprese sottoposte a procedura concorsuale.

In particolare, il D.M. 23 febbraio 2016 ha apportato alcune modifiche al D.M. 30 gennaio 2015 recante la disciplina del c.d. DURC on line previsto dall’art. 4 del D.L. n. 34/2014. Modifiche che hanno riguardato in particolare due articoli del Decreto::

  • l’articolo 2 che definisce l’ambito soggettivo ed oggettivo della verifica;
  • l’articolo 5 che detta regola specifiche per le imprese sottoposte a procedure concorsuali.

Art. 2 (Verifica di regolarità contributiva)

In riferimento al primo articolo modificato, la circolare chiarisce che la verifica da parte delle Casse edili debba essere effettuata non solo nei confronti delle “imprese classificate o classificabili ai fini previdenziali nel settore dell’industria o dell’artigianato per l’attività edilizia” come già previsto, ma anche “per le imprese che applicano il relativo contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle organizzazioni, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative”.

Le modifiche apportate sono volte a chiarire l’ambito di intervento delle Casse edili in tutti i casi in cui non vi sia coincidenza tra la classificazione delle aziende ai fini previdenziali e la effettiva applicazione del CCNL del settore edile. Al fine di evitare, quindi, che il riscontro sulla regolarità contributiva venga omesso in relazione ai versamenti dovuti alla Cassa edile da parte di quelle imprese che, benché classificate in settore diverso dall’edilizia, applicano il relativo contratto, si è specificato che la verifica riguarda anche queste ultime.

Art. 5 (Procedure concorsuali)

Per quanto riguarda le modifiche all’art. 5, queste riguardano le disposizioni che riconoscevano all’impresa in fallimento (comma 2) e all’impresa in amministrazione straordinaria ai sensi del D.Lgs. n. 270/1999 (comma 3) una condizione di regolarità relativamente agli obblighi contributivi scaduti, rispettivamente, prima dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio e della dichiarazione di apertura della procedura.

Le modifiche apportate sono volte ad estendere l’ambito di applicazione della predetta condizione di regolarità anche a quelle imprese ammesse alla procedura di liquidazione coatta amministrativa (comma 2) e alle imprese ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria prevista per il risanamento delle grandi imprese in crisi di cui al D.L. n. 347/2003 (conv. da L. n. 39/2004).

Il D.M. non contempla più tra i requisiti necessari per il configurarsi di tale condizione di regolarità, l’avvenuta insinuazione al passivo da parte degli Enti previdenziali, con la conseguenza che l’impresa va considerata regolare per il solo fatto che gli obblighi contributivi siano scaduti anteriormente alla data di autorizzazione all’esercizio provvisorio (comma 2) o alla data di apertura della procedura di amministrazione straordinaria (comma 3).

La previsione normativa di una situazione di regolarità risulta, pertanto, preordinata proprio alla prosecuzione dell’attività imprenditoriale, anche nella prospettiva di un possibile ritorno in bonis dell’impresa.

In caso contrario, infatti, l’autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’impresa sarebbe verosimilmente vanificata, in quanto l’impresa non sarebbe nelle condizioni di ottenere il DURC a causa di una condizione di irregolarità che è in re ipsa, in quanto insita nella stessa condizione di insolvenza.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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