Decreto Crescita, Ance: 'Bene fondi salva imprese e misure per la rigenerazione urbana'

“Siamo soddisfatti per l’approvazione di alcune misure determinanti per sostenere e promuovere un rilancio dell’edilizia che come Ance chiedevamo da tempo”. ...

02/07/2019

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Siamo soddisfatti per l’approvazione di alcune misure determinanti per sostenere e promuovere un rilancio dell’edilizia che come Ance chiedevamo da tempo”.

Lo ha affermato il Presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), Gabriele Buia, in riferimento alla pubblicazione sul S.O. n. 26/L della Gazzetta Ufficiale 29/06/2019, n. 151 della Legge 28 giugno 2019, n. 58 recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi".

Il Presidente dei costruttori italiani, in particolare, ha apprezzato il pacchetto di misure fiscali che:

  • prevede la detassazione delle imposte sull’acquisto di immobili da demolire o ristrutturare;
  • l’estensione del sismabonus per gli acquisti di case demolite e ricostruite con criteri antisismici alle zone 2 e 3 e la possibilità per le imprese di cedere il credito d’imposta acquisito sotto forma di sconto sui lavori.

Finalmente - afferma Buia - il legislatore ha compreso l’importanza della leva fiscale per la rinascita e la messa in sicurezza dei centri urbani: vera priorità per il Paese. Mi auguro che nella Legge di bilancio alcune di queste misure possano essere estese anche a tutti gli altri operatori immobiliari che svolgono un ruolo fondamentale per la crescita economica delle nostre città”.

Soddisfazione anche per le misure sul credito con l’istituzione di un Fondo salva opere che consentirà il pagamento delle centinaia di imprese creditrici dei grandi gruppi in crisi e di conseguenza il completamento di quelle opere che attualmente risultano bloccate. Una battaglia questa che ha visto i comitati territoriali e il sistema Ance in prima linea per il riconoscimento di un diritto legittimo da parte delle imprese di essere pagate, garantendo quindi l’occupazione e la tenuta economica dei territori coinvolti. “E’ una norma di civiltà - sottolinea il Presidente Buia - che non poteva essere pagata dalle imprese e che salutiamo con soddisfazione. Ora però bisogna fare in fretta, non perdiamoci in estenuanti istruttorie prima di procedere al pagamento”.

Positiva anche l’istituzione del Fondo di garanzia per le pmi che permette alle imprese in difficoltà, dopo oltre 10 anni di crisi estenuante e di liquidità a corto, di ristrutturare il proprio credito che secondo Buia rappresenta “Una boccata d’ossigeno che consentirà a molte imprese di dare continuità alla propria attività,salvaguardando occupazione”.

Preoccupazioni, invece, invece sulla misura che consente agli istituti bancari di cedere in blocco i crediti deteriorati, ma non ancora in sofferenza. “Occorrerà vigilare - spiega Buia - affinché sia garantito il sostegno finanziario alle imprese cedute evitando un approccio meramente liquidatorio che rappresenterebbe la pietra tombale per migliaia di operatori con problemi finanziari superabili”.

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