Edilizia scolastica, permanente emergenza sul fronte degli interventi e della messa in sicurezza

Oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, il 37,6% necessita di interventi di manutenzione urgente, il 40% sono prive del certificato di...

09/01/2014
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Oltre il 60% delle scuole sono state costruite prima del 1974, il 37,6% necessita di interventi di manutenzione urgente, il 40% sono prive del certificato di agibilità, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi.

Questo è quanto emerge dal XIV Rapporto di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi che ha evidenziato una situazione ormai critica e di permanente emergenza sul fronte degli interventi e della messa in sicurezza. Il Rapporto di Legambiente fa il paio a quello realizzato a settembre 2013 da Cittadinanzattiva, in collaborazione con l'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), che ha analizzato 165 scuole di 18 regioni, tutte ad eccezione di Valle D'Aosta e Liguria, utilizzando 446 indicatori.

Il Rapporto di Cittadinanzattiva aveva rilevato la pessima condizione strutturale della scuola pubblica italiana che, nonostante l'aumento delle certificazioni, si era dimostrata per il 39% del tutto inadeguata in quanto allo stato di manutenzione, carente in un'aula su cinque per ciò che attiene alla salubrità degli ambienti.

Non si può certo pretendere che in appena 5 mesi la situazione possa migliorare ed, infatti, la conferma è arrivata da Legambiente con la pubblicazione di Ecosistema scuola 2013, rapporto annuale sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia, che ha ancora una volta evidenziato la necessità di intervenire in questo settore.

I dati in pillole
L'indagine di Legambiente ha preso in esame 5.301 edifici scolastici di competenza dei comuni capoluogo di provincia, di questi circa il 62% è stato costruito prima del 1974, mentre il 4,8% è stato costruito tra il 2001 e il 2002. Solo lo 0,6% risulta edificato con criteri di bioedilizia, in particolare sono dodici i comuni che hanno deciso di investire in questo settore. L'8,8% invece è stato costruito con criteri antisismici. La verifica di vulnerabilità sismica è stata realizzata solo sul 27,3% degli edifici. Nei Comuni che si trovano in area a rischio sismico (zona 1 e 2) e idrogeologo, solo il 21,1% gli edifici ha compiuto tale verifica. In lieve crescita invece i dati sull'accessibilità, l'82,3% degli edifici ha i requisiti di legge, il 16,4 % ha realizzato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Sul fronte delle certificazioni, rimangano stabili i dati relativi alle porte antipanico (90,2%), agli impianti elettrici a norma (83,4%).

Per quanto riguarda la qualità del patrimonio edilizio delle diverse aree del Paese, dal rapporto Ecosistema Scuola 2013 emerge la disparità territoriale tra Nord e Sud del Paese: se Trento, Prato e Piacenza sono i primi tre capoluoghi di provincia nella graduatoria di Legambiente per qualità dell'edilizia scolastica, bisogna invece arrivare alla 23esima posizione per trovare il primo capoluogo di provincia del sud che è l'Aquila, seguito da Lecce alla 27esima posizione. È da considerare però la straordinarietà della situazione del capoluogo abruzzese che torna in graduatoria per la prima volta dopo il terremoto del 2009. I dati dell'Aquila non sono quindi confrontabili con quelli di altri capoluoghi, a causa della collocazione di diverse scuole in moduli provvisori (Musp) che andranno dismessi nei prossimi anni a favore della ricollocazione definitiva. Quindi se consideriamo le condizioni ordinarie, Lecce è la prima vera città del sud.

"Ancora oggi non esiste un monitoraggio complessivo e sistematico dello stato di sicurezza delle scuole italiane - dichiara Vanessa Pallucchi di Legambiente - Per questo chiediamo che venga al più presto realizzata l'anagrafe dell'edilizia scolastica che attendiamo dal 1996, anno dell'entrata in vigore della legge 23 che la istituiva e che venga data la possibilità agli enti locali di operare in deroga al patto di stabilità per investire sulla messa in sicurezza delle scuole stesse. In particolare torniamo a ribadire che senza la pubblicazione dell'Anagrafe non si ha accesso a quelle informazioni che consentono a studenti, genitori e lavoratori della scuola di conoscere lo stato dei singoli edifici e alle istituzioni di avere un quadro puntuale dei bisogni di intervento nelle nostre scuole e quindi, di orientamento della programmazione e degli investimenti. Per questo, Ecosistema scuola si propone come uno strumento di sensibilizzazione e informazione sociale, ma anche come stimolo politico, affinché l'edilizia scolastica diventi ambito prioritario d'investimento su cui puntare. Dal rapporto abbiamo visto quanto poco gli interventi a pioggia e non programmati siano serviti ad intaccare una situazione permanente di emergenza legata alla messa a norma e alla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio scolastico che ha urgentemente bisogno di essere rinnovato e innovato.

L'utilizzo delle fonti rinnovabili
Grande novità di quest'anno è il trend positivo registrato nell'uso delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. Dal 2008 al 2013 le scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile sono passate dal 6,3% al 13,5%. L'80,8% degli edifici ha installato impianti solari fotovoltaici, il 24,9% ha impianti solari termici, l'1,6% impianti di geotermia e/o pompe di calore e lo 0,4% ha impianti a biomassa. Infine il 9,6% utilizza il mix di fonti rinnovabili. La percentuale media di copertura dei consumi da fonti rinnovabili, negli edifici ove presenti, è del 35,6%, con situazioni ideali a Prato, dove la copertura è del 100%. L'Aquila è la città dove in tutti gli edifici scolastici, in cui sono stati installati impianti di energia rinnovabile viene utilizzato il mix di fonti. Tra le regioni che spiccano per l'utilizzo delle fonti rinnovabili ci sono Puglia (59,15), Veneto (32,7%), Abruzzo (28, 9%), Sardegna (23,8%), Emilia Romagna (23,6%). Anche quest'anno fanalino di coda sono Basilicata e Molise, i cui comuni capoluogo dichiarano di non avere edifici scolastici che utilizzano fonti di energia pulita. Per quanto riguarda l'uso delle fonti di illuminazione, il 62,9% delle scuole utilizza il neon, mentre il 20,4% usano altre illuminazioni come le fluorescenti compatte e quelle al led.

Per onor di cronaca, ricordiamo che sono attesi nei prossimi mesi gli effetti positivi per le scuole italiane dovute all'assegnazione alle Regioni di 150 milioni di euro previsti dall'art. 18, commi 8-ter, 8-quater e 8-quinques del Decreto Legge 21 giugno 2013 n. 69 (c.d. Decreto del Fare) convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 (G.U 20 agosto 2013, n. 194 - S.O. n. 63), per interventi urgenti di riqualificazione e di messa in sicurezza delle scuole statali, in particolare quelle dove è presente l'amianto. In particolare, sulla Gazzetta ufficiale n. 289 del 10 dicembre 2013 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca n. 906 del 5 dicembre 2013 recante "Assegnazione delle risorse destinate all'attuazione di misure urgenti di riqualificazione e di messa in sicurezza delle istituzioni scolastiche statali" che ha dato il via libera a 682 interventi di riqualificazione e messa in sicurezza di edifici scolastici, di cui 202 (il 29%) esclusivamente per la bonifica delle strutture dall'amianto (leggi news).

A cura di Gianluca Oreto

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