Efficienza energetica e salute per far ripartire l'edilizia

Pensare che possa esistere una pozione o una bacchetta magica per poter risollevare il settore dell'edilizia, è da stupidi o peggio da delinquenti. Sperare c...

20/10/2015
© Riproduzione riservata
Efficienza energetica e salute per far ripartire l'edilizia
Pensare che possa esistere una pozione o una bacchetta magica per poter risollevare il settore dell'edilizia, è da stupidi o peggio da delinquenti. Sperare che una serie di operazioni concrete possano far tornare un accettabile livello ad un mercato che negli anni ha subito un forte ridimensionamento, è certamente un piano più verosimile.

In tal senso, interessante è il piano di F.I.V.R.A., associazione italiana senza fini di lucro che rappresenta i principali produttori di lana di roccia e lana di vetro presenti sul territorio italiano, che ha recentemente sottolineato l'importanza di uno sviluppo orientato alla sostenibilità e quindi che abbia un'attenzione particolare all'efficienza energetica e alla salute. Nel dettaglio, i punti evidenziati da F.I.V.R.A. sono:
  • intervenire su un patrimonio edilizio che per il 71% è più vecchio di 40 anni in modo di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 di 892.000 tonnellate l'anno e tagliare la bolletta energetica dell'8,2%;
  • incentivare le cosiddette riqualificazioni profonde, che non possono prescindere dagli interventi di coibentazione;
  • raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica garantendo il pieno rispetto della salute umana.

Come ricordato da F.I.V.R.A.: "In Italia, il settore più energivoro è quello dell'edilizia civile (residenziale, uffici e negozi) che, nel periodo 1990-2012, ha registrato un aumento dei consumi del 35%. Otto milioni di edifici, pari al 71% del parco edilizio, hanno più di quaranta anni. Intervenire su questo patrimonio, per rendere più efficienti i consumi energetici, consentirebbe di ridurre le emissioni di CO2 di ben 892.000 tonnellate l'anno e di tagliare la bolletta energetica dell'8,2%, creando, inoltre, più di 1,7 milioni di posti di lavoro".

Affinché sui possano raggiungere questi obiettivi "il settore edilizio ha necessità di un concreto intervento legislativo che miri all'incentivazione delle cosiddette riqualificazioni profonde: soluzioni di lungo periodo per il contenimento dei consumi energetici. Tra queste, le più importanti sono quelle relative alla coibentazione degli edifici. È necessario, però, che gli obiettivi di efficienza energetica siano raggiunti garantendo il pieno rispetto della salute umana. Questa è una delle responsabilità cruciali per il legislatore".

Un esempio virtuoso in tal senso è quanto realizzato per regolare l'utilizzo in sicurezza delle Fibre Artificiali Vetrose (FAV), il più importante gruppo di fibre artificiali inorganiche, del quale fanno parte anche le lane minerali (lana di vetro per isolamento e lana di roccia), impiegate proprio nella coibentazione degli edifici.
Il 25 marzo 2015, la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano ha approvato il documento, elaborato dal Ministero della Salute, "Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV): Linee guida per l'applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute". In particolare, le Linee Guida, un esempio di sinergia fra diversi livelli governativi centrali e periferici, definiscono le caratteristiche che devono possedere le FAV (dunque anche le lane minerali) affinché non siano classificate come sostanze pericolose e quindi possano essere utilizzate senza rischi per la salute.

Come riportato nelle linee guida, è sufficiente che le lane rispettino la "nota Q" o la "nota R"; la prima richiede che, tramite un test, sia comprovata l'elevata bio-solubilità delle fibre (ovvero la capacità di essere smaltite dall'organismo prima che possano dare luogo a effetti di bio-persistenza); la seconda richiede che le fibre abbiano un diametro medio ponderale superiore a 6 micron.
Le lane minerali prodotte e distribuite dai soci FIVRA sono tutte conformi alla Nota Q e non sono dunque classificate pericolose per la salute. Il rispetto della Nota Q, difatti, è attestato sia da autorevoli istituti di fama internazionale, come ad esempio il Fraunhofer, sia dall'adesione dei soci FIVRA al marchio europeo EUCEB, lo European Certification Board per i prodotti da lane minerali.
A ulteriore riprova della loro sicurezza, le lane minerali prodotte dei soci FIVRA, sono esentate dalla compilazione della Scheda Dati Sicurezza.

Secondo Gianni Scotti, Presidente di FIVRA: "è ora di intervenire in modo sostanziale per favorire lo sviluppo industriale e l'efficienza energetica, nel pieno rispetto della salute umana. In questo ambito, la strada da percorrere, per il legislatore, è quella delle incentivazioni economiche, unite a interventi normativi che tutelino la salute. In questo senso, le Linee Guida per l'utilizzo delle FAV sono un esempio virtuoso da seguire. Adesso tutti gli operatori del settore hanno uno strumento chiaro ed efficace per utilizzare in totale sicurezza le lane minerali Sono proprio soluzioni come questa che aiutano a far ripartire il settore edilizio, cruciale per lo sviluppo economico del Paese. In questo modo, infatti, si sgombra definitivamente il campo da informazioni pseudo-sanitarie, quasi sempre basate su convinzioni datate o totalmente errate, che in passato hanno nuociuto non poco alla crescita dell'intero settore edilizio e, quindi, dell'economia italiana".

A cura di Gabriele Bivona
     
Tag: