Emilia Romagna: l'’edilizia pubblica trainerà la ripresa

In un periodo di crisi economica e finanziaria il settore dell'edilizia pubblica può è deve rappresentare uno stimolo per la ripresa e il piano casa nazional...

19/05/2010
© Riproduzione riservata
In un periodo di crisi economica e finanziaria il settore dell'edilizia pubblica può è deve rappresentare uno stimolo per la ripresa e il piano casa nazionale, con le peculiarità regionali, vuole esserne una leva.
E' un invito all'Unione europea affinchè da qui al 2013, ultimo anno del sessenio di programmazione comunitaria, si occupi maggiormente di politica per la casa.
E' partito da queste considerazioni l'intervento dell'assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti che, nel pomeriggio, ha partecipato al convegno "Vivere il futuro: città sostenibili e politiche di coesione dopo il 2013" organizzato da Federca sa e Aler di Brescia.
Zambetti, nel ribadire che questa prima fase del suo nuovo incarico sarà dedicata all'ascolto, al confronto per arrivare poi a proposte condivise, ha sottolineato che chi fa politica per la casa "è chiamato ad elaborare soluzioni innovative che assicurino da una parte il soddisfacimento delle esigenze dei cittadini e dall'altra un'efficace allocazione delle risorse, contenendo il consumo di suolo e utilizzando le migliori tecniche costruttive per diminuire l'impatto ambientale". In questa direzione dunque, va superata una certa corrente di pensiero che ha per anni immobilizzato il Paese; "mi riferisco a chi o a quanti hanno voluto speculare su un termine che ha in sé un'accezione altamente positiva". "Costruire - ha sottolineato Zambetti - non deve essere visto o percepito come un ostacolo o come un pericolo per l'ambiente. Il rispetto per l'ambiente viene prima di tutto; l'ambiente è la nostra prima casa, è l'acqua che beviamo tutti, l'aria che respiriamo tutti". IL PROGETTO "BIRD" - In questo senso Regione Lombardia intende promuovere i principi di sostenibilità sotto una duplice veste, "sia di sostenibilità edilizia - promuovendo l'impiego di tecniche di costruzione e di materiali a basso impatto energetico - sia di sostenibilità sociale, puntando cioè alla vivibilità dei quartieri, per mettere al centro la persona e la famiglia con i propri bisogni primari".
Proprio a Brescia questa convinzione si ha tradotta in realtà e ha dato vita ad un progetto che coniuga in maniera esemplare intervento sociale e ambientale: Bird (Bioedilizia, Inclusione, Risparmio energetico e Domotica), 52 alloggi che nel giorno dell'inaugurazione erano state ribattezzate "le case del futuro" e che stanno già cambiando il volto del quartiere Sanpolin. IL MIX ABITATIVO - Bird è anche un esempio di come si possa realizzare quel mix abitativo che dovrà sempre più essere la pietra angolare su cui fare l'edilizia residenziale del futuro.
Il contesto sociale in rapida evoluzione fa sì che, a fianco della tradizionale fascia di cittadini con redditi bassi, ce ne sia un'altra "intermedia" che non può sostenere i costi del mercato e si rivolge dunque alle Istituzioni.
"In questi casi - ha spiegato Zambetti - la sfida è appunto promuovere il mix abitativo per una reale coesione sociale. E' un obiettivo che può essere perseguito con il contributo di tutti. Solo facendo squadra - così come ha ricordato anche il presidente Formigoni questa mattina presentando in Consiglio regionale il Programma di Governo - è possibile affrontare e superare ogni sfida. Diversamente si scivola verso l'isolamento".
E questa è anche la strada seguita nella scorsa legislatura per costruire 6.000 nuovi alloggi, recuperare 30 quartieri popolari e sostenere centinaia di migliaia di famiglie nell'acquisto della prima casa e nel pagamento del canone di locazione. Un lavoro lungo impegnativo, anche dal punto di vista economico (sono stati stanziati 850 milioni di euro) che è stato reso ancora più importante da una serie di norme di semplificazione che ne hanno rese più rapida l'attuazione. APPELLO ALL'UNIONE EUROPEA - "Fare ancora di più si può - ha concluso Zambetti -. Io, dunque, auspico che anche l'Unione europea possa fare di più. Si può e si deve fare di più se vogliamo che l'Europa sia un insieme coeso di popoli, oltre che di Stati. Ma al centro di qualsiasi scelta devono rimanere persona, famiglie e la crescita costruttiva dell'umanità".

fonte www.regione.emilia-romagna.it

Link Correlati

Sito ufficiale