Equo compenso e Ribassi: 'Aiutati che Dio ti aiuta'

Nell'ultimo anno, a seguito della pubblicazione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 (convertito dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172), alcune Regioni it...

06/09/2018
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Equo compenso e Ribassi: 'Aiutati che Dio ti aiuta'

Nell'ultimo anno, a seguito della pubblicazione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 (convertito dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172), alcune Regioni italiane (Toscana, Calabria e Sicilia) sono intervenute per recepire nel proprio ordinamento il concetto di "equo compenso" per l'acquisizione dei servizi professionali da parte delle pubbliche amministrazioni.

Il nuovo concetto di "equo compenso" da una parte intende riaffermare il principio, già previsto dalla normativa sugli appalti pubblici (art. 24, commi 8, 8-bis e 8-ter del D.Lgs. n. 50/2016), di determinare il corrispettivo da porre a base di gara in base al DM 17/06/2017 (c.d. decreto Parametri) e dall'altra eliminare una pratica che si sta diffondendo tra le pubbliche amministrazioni di richiedere prestazioni a titolo gratuito (ultimo caso è stato registrato nel Comune di Pompei con la richiesta di un professionista che potesse occuparsi gratuitamente della verifica dei ponti).

Purtroppo, però, se il problema fosse semplice la soluzione sarebbe rapida e i professionisti non si troverebbero a vivere una situazione di mortificazione professionale, evidente soprattutto nel settore pubblico. Pur avendo previsto l'equo compenso e l'obbligo di determinare l'importo da porre a base di gara sul decreto parametri, la realtà si scontra contro un mercato in cui vige la regola del "prezzo più basso". La stessa sentenza n. 14293 del 4 giugno 2018 della Suprema Corte di Cassazione ha riaffermato un principio assai noto: i minimi tariffari non esistono e anche i parametri previsti dal DM 17/06/2017 possono essere derogati (tanto in ambito pubblico quanto in quello privato).

Il risultato è che pur essendoci degli importi a base di gara congrui in funzione della qualità dell'opera, i ribassi con i quali vengono aggiudicati i servizi di ingegneria e architettura restano comunque molto elevati. L'ultimo rapporto dell'OICE ha evidenziato un ribasso medio dell'ordine del 40%.

Dal punto di vista strettamente concreto, a cosa serve l'equo compenso o un importo per la base di gara determinato sul DM 17/06/2017, se poi esiste un metodo di aggiudicazione delle gare che, unito alla fame di lavoro e ad un mercato ridotto, costringe i professionisti a svendere il loro lavoro? Come mai esistono professionisti che propongono dei preventivi mortificanti per qualsiasi lavoratore serio e gli Ordini professionali (o i loro consigli di disciplina) non trovano gli strumenti per fermarli? Per quale motivo è normale che un idraulico si faccia pagare il "diritto di chiamata" di 50 euro solo per venire a definire il guasto di una lavatrice e un professionista che si fa pagare il preventivo viene visto come un extraterrestre pronto ad invadere il mondo?

Purtroppo, sembra che il mercato dei servizi tecnico-professionali sia entrato in un loop in cui il corrispettivo è l'unica cosa che viene percepita e il prodotto intellettuale sembra sia solo un "accessorio" standard per il quale non esistono differenze qualitative.

Qual è la soluzione? a voi la parola.

#unpensieropositivo

A cura di Ing. Gianluca Oreto