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INDICI OTTOBRE 2009

L'Istat ha comunicato ieri il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Ottobre 2009; l'indice dei prezzi al consumo per ...

17/11/2009
L'Istat ha comunicato ieri il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Ottobre 2009; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di Ottobre 2009 sul valore di 135,5 con una piccola variazione positiva rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del + 0,1% e quella annua del+0,2%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Ottobre 2009 ed il 14 Novembre 2009, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2008 dello 1,807621 %. Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato allo0,150% e l'indice biennale al 2,700%.

L’Istat spiega che, nel mese di ottobre 2009, per quanto concerne l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Istruzione (+1,2%), Abbigliamento e calzature (+0,3%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%).

Variazioni negative si sono registrate nei capitoli Trasporti e Comunicazioni (-0,3% per entrambi) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+2,7%), Istruzione e Altri beni e servizi (+ 2,5% per entrambi) e Comunicazioni (+ 1,6%).

Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (- 2,6%) e Trasporti (- 2,2%).

Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice NIC si sono verificati nelle città di Napoli (+ 2,0 %), Trieste e Reggio Calabria (+ 1,2 % per entrambe), Perugia e Campobasso (+ 0,6 % per entrambe); le variazioni più moderate hanno riguardato le città di Trento e Firenze (- 0,5 % per entrambe), Milano (- 0,4 %) e Bari (- 0,3 %).
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