Inarcassa, bocciato l'incremento del tasso di capitalizzazione dei contributi

Nonostante le indiscrezioni e le rassicurazioni giornalistiche delle ultime settimane, il Ministero del Lavoro ha bocciato l'incremento del tasso di capitali...

03/06/2015
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Inarcassa, bocciato l'incremento del tasso di capitalizzazione dei contributi
Nonostante le indiscrezioni e le rassicurazioni giornalistiche delle ultime settimane, il Ministero del Lavoro ha bocciato l'incremento del tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi individuali per il biennio 2014-2015 che era stato deliberato dal Comitato Nazionale dei Delegati Inarcassa nella riunione del 9 e 10 ottobre 2014.

Ricordiamo, infatti, che lo scorso ottobre 2014 il Comitato dei Delegati, su proposta del Consiglio di Amministrazione, aveva incrementato il tasso di capitalizzazione portandolo dall'1,5% al 4,5%. Inarcassa aveva commentato questo incremento informando che "queste modalità di rivalutazione dei contributi sono peculiarità del metodo di calcolo contributivo "proprio" di Inarcassa, che consente margini di azione a garanzia della solidarietà e dell'equità infra e inter generazionale. Il passaggio al contributivo non ha modificato infatti il regime di finanziamento del sistema previdenziale della Cassa, che rimane a ripartizione (pay-as-you-go) e che consente, sempre nel rispetto della sostenibilità di lungo periodo, importanti interventi assistenziali - quali la pensione minima (non più esistente nel mondo della previdenza pubblica), subordinata alla prova dei mezzi - e supera il principio di "corrispettività" fra contributi e prestazioni tipico del metodo contributivo in un finanziamento a capitalizzazione".

In realtà molti "maligni" avevano già parlato di incremento "anomalo" soprattutto perché arrivato proprio a ridosso delle elezioni per il rinnovo del delegati e del consiglio di amministrazione della Cassa previdenziale di Architetti e Ingegneri. C'è chi addirittura chi aveva parlato di mera campagna elettorale finalizzata a rasserenare animi già abbastanza surriscaldati e che superate le elezioni il tasso sarebbe diminuito immediatamente.

In realtà, la situazione è un po' più complessa per diversi motivi. Primo perché il Regolamento di Previdenza Inarcassa è stato approvato dai Ministeri vigilanti nell'ottobre 2012 e, come previsto dall'art. 26.6 "Il tasso annuo di capitalizzazione è incrementato di una quota percentuale della media quinquennale del rendimento del patrimonio di Inarcassa nella misura che, con cadenza biennale, il Comitato Nazionale dei Delegati delibera, su proposta del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dell'equilibrio di lungo periodo del sistema previdenziale di INARCASSA". Considerato che il Regolamento di Previdenza è stato approvato dai Ministeri vigilanti appunto nell'ottobre 2012, l'aumento del tasso di capitalizzazione è avvenuto proprio nella prima seduta del Comitato Nazionale de delegati. Appare abbastanza difficile o quantomeno machiavellico pensare che la Riforma del Regolamento sia stata approvata proprio a fine 2012, in modo da prevedere l'aumento del tasso di ricapitalizzazione proprio a ridosso delle nuove elezioni (ma siamo in Italia e dobbiamo aspettarci anche di peggio). Secondo, il tasso di capitalizzazione è stato incrementato a ottobre 2014, ma sarebbe stato necessario l'OK del Ministero vigilante prima di poter essere sicuri che lo stesso sarebbe stato approvato.

Puntuale e solo dopo il termine definitivo delle elezioni, è arrivata la nota prot. MA004.A007.11433 del 18 maggio 2015 con la quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato diniego all'approvazione della deliberazione adottata dal Comitato Nazionale dei Delegati, nella riunione del 9 e 10 ottobre 2014, in merito all'incremento del tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi individuali per il biennio 2014-2015.

Interessante è una delle motivazioni assunte dal Ministero. Inarcassa non avrebbe rispettato, infatti, un aspetto procedurale legato al fatto che l'adozione della delibera per la rivalutazione del tasso di capitalizzazione, sarebbe dovuta arrivare dopo l'approvazione del Bilancio consuntivo 2014, che contiene i redditi definitivi del 2013, posti a base del calcolo. La domanda nasce, dunque, spontanea: la delibera è stata adottata volutamente e coscientemente prima, in modo da avere uno strumento "promozionale" in vista delle elezioni? oppure è stato un mero errore procedurale?

Lascio come sempre a voi ogni commento.

A cura di Gianluca Oreto