Inarcassa, da Federarchitetti proposte di modifica a Statuto e Regolamento

Si avvicinano le elezioni Inarcassa per il rinnovo del Comitato dei Delegati per il prossimo quinquennio e tutti sembra abbiano la voglia di dir qualcosa...

11/02/2015
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Si avvicinano le elezioni Inarcassa per il rinnovo del Comitato dei Delegati per il prossimo quinquennio e tutti sembra abbiano la voglia di dir qualcosa in merito al futuro che verrà.

A parte le scaramucce tra schieramenti contrapposti, attuali delegati e persone interessate che animano i social network, negli ultimi giorni abbiamo pubblicato l'articolo Elezioni INARCASSA: il cambiamento è nell'aria scritto dall'Ing. Salvo Garofalo, Presidente Inarsind. Oggi pubblichiamo anche il contributo di Federarchitetti che, in vista delle prossime elezioni, ha articolato un documento programmatico sottoscritto dai propri candidati, affinché trasparenza, informazione, equità intergenerazionale, solidarietà, responsabilità ed etica siano i principi generali con cui condurre l'amministrazione di Inarcassa. "La Cassa di Previdenza e Assistenza Ingegneri ed Architetti - ha affermato il Presidente Federarchitetti Paolo Grassi - rappresenta uno dei pilastri fondanti durante e dopo il percorso professionale di ciascun iscritto. Le pressioni, anche concitate nel corso degli anni, prodotte da associazioni, ordini, semplici iscritti, hanno sensibilmente migliorato i servizi erogati, mitigando la burocraticità di gestione spesso vessatoria nei confronti degli aderenti. Molto resta ancora da fare perché Inarcassa acquisisca un ruolo che possa essere di "accompagnamento" alle molte esigenze sociali di assistenza che la società moderna richiede in modo sempre più pressante".

Riportiamo di seguito le proposte di modifica allo statuto, al regolamento e al funzionamento di Inarcassa.

Modifiche allo statuto
  • Aumentare la percentuale del gettito del contributo integrativo da destinare ad attività di promozione e sviluppo dell'esercizio della libera professione degli associati. (art. 3, comma 3.5 che attualmente prevede una percentuale dello 0,34%). L'incremento dovrà essere congruo e valutato in rapporto alle altre voci di bilancio.
  • Introdurre l'obbligo di investire in prodotti finanziari il cui profilo di rischio sia definito "minore" dalle regole internazionali vigenti. Ciò deve valere, rispetto al rischio, anche per gli investimenti immobiliari (vedi art. 5, comma 5.3) e in particolare per il settore delle OO.PP. da promuovere con le dovute garanzie sulla redditività e sul ritorno degli investimenti.
  • Inserire nello Statuto maggiori dettagli per il Regolamento riguardo al diritto all'accesso agli atti, in particolare per i soggetti professionali Istituzionali, Ordini e Sindacati professionali, senza porre limitazioni alla tipologia del documento.
    Nello specifico, con la modifica dell'art. 22, comma 1 - lett. D, si vuole maggiore trasparenza per quanto attiene a:
    1. Analisi di bilancio
    2. Costi di gestione generale
    3. Costi di gestione degli investimenti
    4. Ordini del Giorno
    5. Delibere e votazioni di tutti gli organi decisionali (C.N.D. - CdA)
  • Applicare, per il pregresso ante Riforma 2012, un riferimento univoco per la gestione di tutte le pratiche inerenti gli associati, riferito alle norme approvate dai Ministeri post Riforma, al fine di evitare disparità di trattamento nell'applicazione delle stesse.

Modifiche al regolamento
  • Reintrodurre la pensione minima, garantita da contribuzione espressamente dedicata, nella direzione del principio di solidarietà tra generazioni e nella convinzione che queste ultime agiranno in futuro allo stesso modo. Questo dovrà costituire il cosiddetto "contratto generazionale".
  • Eliminare o rivedere il parametro ISEE quale strumento di riferimento per l'adeguamento al minimo delle pensioni d'importo inferiore.
  • Revisionare e riequilibrare le posizioni dei contribuenti che in passato, pur avendo alcune annualità a reddito zero, potevano contare ugualmente sulla pensione minima, mentre ora, con i nuovi parametri di calcolo della riforma, si vedono liquidare pensioni con importi risibili, al limite dell'elemosina.
  • Verificare le posizioni debitorie che risultassero ormai inesigibili dalla Cassa al fine di promuovere un ravvedimento operoso per consentire il maggior recupero possibile di detti crediti, consentendo un riallineamento proporzionale al diritto a livelli minimi di pensione.
  • Permettere, stante l'applicazione del sistema contributivo, la possibilità di pensionamento anticipato, con trattamento inferiore, quale anticipazione di spesa recuperata "a rate" nel tempo.
  • Consentire la compensazione tra crediti d'imposta e debiti previdenziali, recependo la legge in vigore.
  • Eliminare l'obbligo del DURC o, in alternativa, trattenere sugli importi fatturati ad Enti Pubblici un importo non superiore al 20% della parcella a condizione che il saldo previdenziale sia regolato in tempi definiti e prestabiliti.
  • Abbassare ulteriormente le sanzioni e condizionarle ad un congruo preavviso.
  • Predisporre piani di rientro delle morosità più attinenti alle singole posizioni previdenziali a fronte di garanzie.
  • Modulare le percentuali impositive nel tempo in base all'andamento del mercato e non solo in base a criteri di sostenibilità.
  • Applicare con oggettività le norme che regolano l'erogazione dei contributi per inabilità temporanea, integrando gli eventi ammissibili, migliorando la comprensibilità ed eliminando l'insindacabilità del giudizio finale riservato ad Inarcassa.
  • Riesaminare lo Statuto della Fondazione per basarlo su criteri di pariteticità dei soci includendo i soggetti di rappresentanza Ordinistici e Sindacali e renderlo operante unicamente su interessi condivisi di sostegno e di sviluppo della professione con esclusione di altri ruoli e di investimenti impropri. In alternativa disporre l'abolizione della Fondazione, così come strutturata, per dedicare maggiori risorse al sostegno delle azioni di sviluppo e tutela della professione da parte dei soggetti a ciò espressamente demandati.
  • Prendere atto che il comparto dei liberi professionisti ha necessità di chiarezza per assumere maggiore autorevolezza e deve respingere ogni confusione dei ruoli che possano nuocere a tutti gli organismi costituzionalmente riconosciuti. Si sgombrerebbe così definitivamente il campo da equivoci di rappresentanza.
  • Rendere operativa l'apertura continua dell'Albo professionisti di fiducia, operare la massima semplificazione delle procedure di affidamento e favorire la più ampia rotazione degli incarichi.

Modifiche al funzionamento dell'istituzione
  • Attuare modifiche regolamentari che ripristino la centralità del CND, come organo deliberante, rispetto alle funzioni del C.d.A., quale organo esecutivo.

Azioni nella società e nell'interesse degli iscritti
  • Istituzionalizzare il Tavolo di concertazione e di confronto con i Sindacati di categoria riconosciuti e con i Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri al fine di valutare periodicamente lo stato della professione e sostenere le iniziative necessarie e prioritarie per migliorare le condizioni economiche e sociali dei liberi professionisti.
  • Porre in essere convenzioni tese ad abbattere il costo della vita e della professione e renderle disponibili a tutti gli associati.
  • Favorire la distribuzione degli investimenti immobiliari su tutto il territorio nazionale, privilegiando l'utilizzo agli iscritti Inarcassa.
  • Sostenere tutte le azioni possibili che possano migliorare la qualità della vita degli iscritti, dei pensionati, dei familiari e degli eredi, ivi compreso iniziative di soggiorni convenzionati a favore dei nuclei familiari.
  • Facilitare le procedure di trasferimento per modifica dello status di lavoro, dalle gestioni INPS verso Inarcassa e viceversa, con rigetto di ogni forma di Gestione Separata per dipendenti ai quali è ancora consentita attività libero professionale, fino al varo definitivo di una specifica riforma politica.
  • Introdurre un sostegno per l'accesso al regime pensionistico, pari a un multiplo dell'importo mensile maturato, quale mini-liquidazione anticipata da Inarcassa, con progressivo recupero preventivamente concordato, ciò nell'ottica di equiparazione con i diritti del lavoratore dipendente.

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