Istat: Prezzi al consumo febbraio 2021

Istat e Indici prezzi al consumo febbraio 2021: variazione positiva dello 0,1% rispetto mese precedente

di Redazione tecnica - 17/03/2021
© Riproduzione riservata
Istat: Prezzi al consumo febbraio 2021

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Febbraio 2021; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, nel mese di febbraio 2021 ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,4% di gennaio) confermando la stima preliminare.

Trattamento di fine rapporto

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Febbraio 2021 ed il 14 Marzo 2021, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2020 del +0,763197%.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua      

Nel mese di febbraio, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,4% di gennaio), confermando la stima preliminare.

La lieve accelerazione dell’inflazione si deve prevalentemente all’ulteriore attenuarsi della flessione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da -6,3% di gennaio a -3,6%) e all’inversione di tendenza dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a +1,0%), solo in parte compensate dal rallentamento dei Beni alimentari (da +0,6% a +0,2%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici salgono entrambe a +0,9%, da +0,8% del mese precedente.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+1,4%) e, in misura minore, dei Tabacchi e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,4% per entrambi). In calo i Beni alimentari (-0,3%).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,7% per l’indice generale e a +0,3% per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente (da +0,4% a +0,2%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto invertono la tendenza (da -0,1% a +0,1%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione dello 0,2% su base mensile, a causa del protrarsi dei saldi invernali di cui il NIC non tiene conto, e un aumento dell’1,0% su base annua (da +0,7% nel mese precedente), confermando la stima preliminare. La crescita tendenziale più marcata dell’IPCA rispetto a quella del NIC si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature che su base annua aumentano del 5,8% (da +5,2% di gennaio) a causa del calo congiunturale (-4,8%) più contenuto di quello di febbraio 2020 (-5,2%), che fa sì che si rafforzi la già ampia crescita su base annua registrata a gennaio per questo raggruppamento merceologico.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua.

Per le modalità con le quali è stata affrontata, per le stime di febbraio e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria si veda la Nota metodologica alle pagine 18, 19 e 20.

Indice annuale e biennale locazioni

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,375% e l'indice biennale al +0,525%.

Variazioni congiunturali

L'Istat spiega che, nel mese di febbraio 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Trasporti (+0,9%), Altri beni e servizi (+0,2%), Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,1%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%), Istruzione+0,1%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli, Mobili, articoli e servizi per la casa, Comunicazioni.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,2%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%), Abbigliameno e calzature (-0,1%).

Variazioni tendenziali

L'Istat spiega che, nel mese di febbraio 2021, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi tendenziali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Altri beni e servizi (+1,9%), Bevande alcoliche e tabacchi (+1,9%), Ricreazione, spettacoli e cultura (+1,6%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,2%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,9%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,6%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%), Abbigliameno e calzature (+0,5%)

Variazioni nulle si sono registrate nel capitolo Traporti.

Variazioni tendenziali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Comunicazioni (-3,3%), Istruzione (-3,5%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,4%).

Variazioni tendenziali nelle 20 città capoluogo

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+1,4%), Modena, Potenza, Reggio Emilia e Trento (+1,1% per tutte e quattro), Cagliari (+1,0%), Napoli e Ravenna (+0,9%per entrambe), Catania, Livorno, Messina, Palermo e Perugia (+0,8% per tutte e cinque), Bari, Bologna, Catanzaro, Reggio Calabria e Trieste (0,7% per tutte e cinque), Firenze (+0,6%), Parma (+0,5%), Ancona, Genova e Padova (+0,4% per tutte e tre), Roma, Torino e Venezia (+0,3% per tutte e tre), Brescia (+0,2%), Milano (+0,1%), Aosta, Campobasso eVerona (0,0% per tutte e tre).

I prossimi indici saranno pubblicati il 15 Aprile 2021.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

Link Correlati

Tassi Istat