Istat e Indici prezzi al consumo agosto 2017: Ritorna l’inflazione con un +1,2%

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Agosto 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le fam...

19/09/2017
© Riproduzione riservata
Istat e Indici prezzi al consumo agosto 2017: Ritorna l’inflazione con un +1,2%

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Agosto 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di agosto 2017 con la nuova base 2015 sul valore di 101,40 con un sensibile incremento rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del +0,40% e quella annua del +1,20%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Agosto 2017 ed il 14 Settembre 2017, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2016 del +1,822532%.

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di agosto 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,2% rispetto ad agosto 2016 (era +1,1% a luglio), confermando la stima preliminare.

La lieve ripresa dell’inflazione si deve principalmente ai prezzi dei Beni energetici non

regolamentati, la cui crescita si porta a +4,3% (da +2,1% del mese precedente) e alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,4%, in accelerazione dal +3,2% di luglio).

L’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di due decimi di punto percentuale (+1,0% da +0,8% di luglio), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,9% (come nel mese precedente).

L’incremento su base mensile dell’indice generale è dovuto in larga parte ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,4%), il cui andamento è influenzato da fattori stagionali.

Su base annua accelera la crescita dei prezzi sia dei beni (+1,0%, da +0,8% di luglio) sia dei servizi

(+1,6% da +1,3%) Ad agosto, quindi, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,6 punti percentuali.

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,4% per l’indice generale e +1,0% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (era +0,8% a luglio).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto salgono dello 0,1% in termini congiunturali e dell’1,0% in termini tendenziali (in accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto al mese precedente).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dell’1,4% su base annua (era +1,2% a luglio), confermando la stima preliminare.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,900% e l'indice biennale al +0,875%
L'Istat spiega che, nel mese di agosto 2017, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Trasporti (+2,2%), Ricreazione, spettacoli e cultura, (+0,8%), Comunicazioni e Bevande alcoliche e tabacchi (+0,3% per entrambi) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,2%).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Istruzione e Altri beni e servizi.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%), Abbigliamento e calzature, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Mobili e servizi per la casa, Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,1% per tutti e quattro).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+3,7%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,5%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,2%),  Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Altri beni e servizi (+0,8% per entrambi).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli creazione, spettacoli e cultura (+0,5%), Abbigliamento e calzature (+0,4%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%),

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati nel capitolo Servizi sanitari e spese per la salute.
Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Comunicazioni (-2,6%), Istruzione (-0,9%), Mobili articoli e servizi per la casa (-0,1%).
Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+2,9%), Trento (+2,5%), Cagliari (+1,5%), Firenze e Genova (+1,4% per entrambe), Palermo, Trieste, Milano, Catanzaro e Venezia  (+1,3% per tutte e cinque), Aosta e Bologna (+1,2% per tutte e due), Perugia e Napoli (+1,1% per entrambe), Torino (+1,0%), Roma e (+0,8%), Ancona (+0,7%), Bari e Potenza (+0,6% per entrambe),

I prossimi indici saranno pubblicati il 13 Ottobre 2017.                

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

Link Correlati

Tassi Istat