Istat e Indici prezzi al consumo agosto 2018: + 0,4% rispetto mese precedente

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Agosto 2018; l'indice dei prezzi al consumo per le fam...

17/09/2018
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Istat e Indici prezzi al consumo agosto 2018: + 0,4% rispetto mese precedente

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Agosto 2018; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati ha avuto una variazione positiva nel mese di agosto 2018 attestandosi, con la nuova base 2015, sul valore 103,0 con un sensibile aumento rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile, al lordo dei tabacchi è stata del +0,40% e quella annua del +1,60%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Agosto 2018 ed il 14 Settembre 2018, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2017 del +2,335312%.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di agosto 2018, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell’1,6% su base annua (era +1,5% a luglio). La stima preliminare era +1,7%.

La lieve accelerazione dell’inflazione (la quarta consecutiva) si deve in prevalenza ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (il cui tendenziale passa da +1,7% di luglio a +2,8%); registrano invece un rallentamento della crescita i prezzi dei Beni energetici (da +7,9% a +7,7%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,1%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispetto a luglio, rispettivamente da +0,7% a +0,8% e da +0,9% a +1,1%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,6%), dovuti in larga parte a fattori stagionali.

L’inflazione acquisita per il 2018 è +1,4% per l’indice generale e +1,0% per la componente di fondo.

Pur con un lieve allentamento, continuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,2% di luglio a +2,1%) e quelli ad alta frequenza d’acquisto (da +2,8% a +2,7%) crescono su base annua più dell’indice generale.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,2% su base mensile, per effetto dei saldi stagionali di Abbigliamento e calzature di cui il NIC non tiene conto, e cresce dell’1,6% su base annua (in decelerazione da +1,9% del mese precedente). La stima preliminare era +1,7%.

Va precisato che quest’anno ad agosto i saldi stagionali di Abbigliamento e calzature incidono in misura più ampia rispetto al mese precedente tenuto conto che a luglio erano iniziati solamente il 7 mentre nel 2017 erano iniziati il primo luglio. Questo rende la diminuzione congiunturale dei prezzi della specifica divisione di spesa molto più ampia (-8,8%) di quella di agosto 2017 (-5,0%), influenzando così l’inversione di tendenza dei prezzi di Abbigliamento e calzature (da +3,5% di luglio a -0,6%) e il rallentamento dell’indice generale IPCA.

 L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dell’1,5% rispetto ad agosto 2017.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +1,125% e l'indice biennale al +2.025%
L'Istat spiega che, nel mese di agosto 2018, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Trasporti, (+4,2%), Bevande alcoliche e tabacchi (+3,4%), Abitazione, acqua, energia  (+2,8%), Altri beni e servizi (+2,6%), Alimentari e bevande analcoliche (+2,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,1%), Ricreazione spettacoli e cultura (+0,3%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,3%), Salute (+0,1%), Abbigliamento e calzature (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate in nessun capitolo

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Istruzione (-16,1%), Comunicazioni, (-2,2%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Beni energetici (+7,7%), Tabacchi (+2,9%), Beni alimentari (+2,4%), Servizi relativi ai trasporti (+2,8%), Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Servizi relativi all'abitazione (+0,4%), Servizi vari (+0,5%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi relativi agli Altri beni (-0,3%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano e Reggio Emilia (+2,4% per entrambe), Ravenna (+2,3%), Bologna (+2,0%), Brescia e Trieste  (+1,9% per entrambe), Genova, Torino e Trento (+1,8% per tutte e tre), Milano (+1,7%), Aosta, Livorno e Padova (+1,6% per tutte e tre), Roma, Venezia e Verona  (+1,5% per tutte e tre), Modena, Napoli e Reggio Calabria (+1,4% per tutte e tre), Bari, Catania, Catanzaro, Messina, Palermo e Parma  (+1,3% per tutte e sei), Cagliari e Firenze (+1,2% per entrambe), Perugia (+0,9%), Ancona (0,8%), Potenza (+0,7%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 16 ottobre 2018.       

A cura di Redazione LavoriPubblici.it