Istat e Indici prezzi al consumo luglio 2018: + 0,3% rispetto mese precedente

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Luglio 2018; l'indice dei prezzi al consumo per le fam...

17/08/2018
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Istat e Indici prezzi al consumo luglio 2018: + 0,3% rispetto mese precedente

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Luglio 2018; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati non ha avuto alcuna variazione nel mese di luglio 2018 attestandosi, con la nuova base 2015, sul valore 102,60 con un sensibile aumento rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile, al lordo dei tabacchi è stata del +0,30% e quella annua del +1,50%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Luglio 2018 ed il 14 Agosto 2018, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2017 del +1,913576%.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di luglio 2018, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,5% su base annua (era +1,3% a giugno), confermando la stima preliminare.

L’ulteriore accelerazione dell’inflazione si deve prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (che invertono la tendenza, passando da -1,2% a +5,5%), solo parzialmente bilanciata dal rallentamento della crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +1,7%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici subiscono una lieve decelerazione rispetto al mese precedente, rispettivamente da +0,8% a +0,7% e da +1,0% a +0,9%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve per lo più ai rialzi dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+6,1%) e, in misura minore, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%), solo in parte bilanciati dal calo dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-1,8%).

L’inflazione accelera per i beni (da +1,5% del mese precedente a +2,1%), mentre i servizi registrano una lieve decelerazione (da +1,0% a +0,9%); rispetto a giugno aumenta ulteriormente il differenziale inflazionistico tra servizi e beni (da -0,5 punti percentuali a -1,2).

L’inflazione acquisita per il 2018 è +1,2% per l’indice generale e +0,8% per la componente di fondo.

Continuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (+2,2% come a giugno) e quelli ad alta frequenza d’acquisto (da +2,7% a +2,8%) crescono su base annua più dell’indice generale.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,4% su base mensile, per l’avvio dei saldi estivi di Abbigliamento e calzature di cui il NIC non tiene conto, e cresce dell’1,9% su base annua (in accelerazione da +1,4% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’accelerazione dell’IPCA, più ampia rispetto a quella del NIC, si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature la cui variazione tendenziale sale da +0,1% a +3,5%. L’inizio posticipato dei saldi estivi (il 7 luglio nel 2018 in quasi tutte le regioni; il primo luglio nel 2017) ha comportato un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature a luglio di quest’anno meno ampio (-19,1%) che a luglio dello scorso anno (-21,7%), determinando così un’accelerazione tendenziale che si ripercuote sull’indice generale.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,5% rispetto a luglio 2017.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +1,125% e l'indice biennale al +1,875%
L'Istat spiega che, nel mese di luglio 2018, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Trasporti, (+4,0%), Bevande alcoliche e tabacchi (+3,8%), Altri beni e servizi (+2,6%), Abitazione, acqua, energia  (+2,6%), Alimentari e bevande analcoliche (+2,4%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,2%), Ricreazione spettacoli e cultura (+0,2%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%), Abbigliamento e calzature (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate in nessun capitoli

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Istruzione (-16,1%), Comunicazioni, (-2,2%), Salute (-0,1%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Beni energetici (+7,9%), Tabacchi (+3,4%), Beni alimentari (+2,5%), Servizi relativi ai trasporti (+1,7%), Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Servizi relativi all'abitazione (+0,4%), Servizi vari (+0,4%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi relativi agli Altri beni (-0,3%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Ravenna (+2,3%), Reggio Emilia (+2,2%), Bolzano (+2,1%), Verona  (+2,0%), Padova (+1,9%), Bologna, Brescia, Torino e Trieste  (+1,7% per tutte e quattro), Genova , Livorno, Milano e Trento (+1,6% per tutte e quattro), Aosta, Bari, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Roma (+1,4% per tutte e sei), Cagliari, Catania, Messina, Perugia e Venezia (+1,3% per tutte e cinque), Catanzaro e Firenze (+0,2% per entrambe), Parma (+0,9%), Ancona e Potenza (+0,8% per entrambe), Modena, e (+0,7%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 14 Settembre 2018.       

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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